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Vertice Ue, la ripresa dei negoziati slitta alle 18. Da parte di Conte c’è cauto ottimismo

I Paesi frugali aprono alla possibilità dei 390 miliardi per il Recovery fund

Slitta alle 18 l’apertura dei negoziati a Bruxelles, interrotti dopo una lunga notte di trattative, in cui non si è arrivati ad un accordo definitivo sul Recovery fund (leggi qui). Se fino a stamattina, dopo un intenso weekend di trattative, le posizioni dei 27 leader europei erano ancora distanti, adesso qualche spiraglio di luce sembra intravedersi. «Dopo tre giorni e tre notti entriamo nella fase cruciale, ma ho l’impressione che i leader Ue vogliano davvero un accordo, stanno mostrando reale volontà di trovare una soluzione, un accordo ci serve per i cittadini, per la Ue. Sono positiva per oggi, non ci siamo ancora ma le cose si muovono nella giusta direzione», ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Impressioni confermate anche dal premier Conte: «Stanotte c’è stata una svolta: dobbiamo essere ancora cauti ma direi che sono cautamente ottimista. Stiamo offrendo una risposta europea e non possiamo scherzare più. Lo dobbiamo ai nostri cittadini colpiti dalla gravità delle conseguenze della crisi: non è tempo di tergiversare».

I Paesi frugali sono aperti alla possibilità di dare il loro ok ai 390 miliardi di sussidi per il Recovery fund, che il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sta preparando in vista della plenaria del vertice Ue, ma molto dipenderà anche dagli altri elementi che compongono il nuovo negobox. Tra le altre questioni in ballo, c’è anche quella dei rebate, i rimborsi sul Bilancio Ue 2021-2027.

Moderatamente ottimisti sulla possibilità di trovare entro oggi un accordo sono anche il presidente francese Emmanuel Macron, che pur affermando di restare prudente ha detto che siederà al tavolo del nuovo round di negoziati determinato a ottenere passi avanti significativi, e la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha spiegato: «Abbiamo lavorato su un quadro per un possibile accordo, è un passo avanti e dà la speranza che forse oggi ce ne possano essere altri o che un accordo sia possibile. I negoziati sono incredibilmente duri, ma situazioni straordinarie richiedono uno sforzo straordinario, spero che le divergenze residue possano essere superate».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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