
“Non vogliamo lo scontro. Cerchiamo di mantenere la coesione”
«Tutti i licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno e i contratti nazionali devono essere rinnovati. Altrimenti per Cgil, Cisl e Uil sarà sciopero generale». Non si placano le tensioni sul tema lavoro in vista dell’approvazione del decreto Agosto che dovrebbe essere varato a breve (leggi qui). Ed il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini in un’intervista a la Repubblica conferma che i sindacati sono pronti a fare battaglia se la proroga non dovesse essere confermata, anche se prima di scioperare sarebbe preferibile seguire la linea dell’unità lancia un appello all’unità: «Non vogliamo lo scontro, è il momento di coesione e responsabilità, anche delle imprese», ha sottolineato..
Landini sostiene che la prolungare ancora lo stop dei licenziamenti è una misura necessaria perché “perdere il lavoro è un dramma per tutti ed anzi il lavoro, anche nei ruoli più umili ed essenziali, ci ha fatto uscire dalla fase più drammatica della pandemia”. «Non si possono mettere alla porta i lavoratori, ringraziarli per aver fatto il loro dovere in questo periodo dicendo che ora possono anche essere licenziati. È un linguaggio sbagliato – continua il segretario. – Oggi è il momento della coesione. La precarietà introdotta negli ultimi vent’anni, mettendo in discussione conquiste e diritti, non ha prodotto posti né migliorato la produttività delle aziende».
A Landini non convincono nemmeno gli incentivi ad aziende che non usano più cassa integrazione: «Sono soldi pubblici usati male – spiega. – Se non fai cassa vuol dire che hai lavoro. Se si perde l’opportunità degli aiuti che arrivano dall’Europa, i 209 miliardi, non ci sarà un secondo tempo e tra qualche anno saremo fuori dall’Europa e in declino industriale».
E a Bonomi, il leader di Confindustria, Landini invia un messaggio molto chiaro: «Cominci a firmare i contratti nazionali. Non facendolo si assume la responsabilità di aprire uno scontro sociale di cui noi non sentiamo il bisogno. Abbiamo chiesto al Governo di defiscalizzare gli aumenti salariali dei contratti nazionali e Confindustria potrebbe chiederlo con noi e lo stesso potrebbe fare spingendo per una legislazione che dia validità generale ai contratti nazionali».
Quindi per i sindacati la posizione è chiara: bisogna prorogare il blocco dei licenziamenti per tutti fino a fine dicembre, con due possibili eccezioni: le imprese che cessano per messa in liquidazione e se si fanno accordi sindacali fondati sull’adesione volontaria. Altrimenti la mobilitazione è assicurata e la prima data possibile è già stata fissata: il prossimo 18 settembre.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: AGI
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