
Misure per 25 miliardi per far fronte alla crisi da Coronavirus. Sfuma il bonus consumi, ma è stato trovato l’accordo sul blocco dei licenziamenti fino a metà novembre
Disco verde al Decreto Agosto. Il Consiglio dei ministri, iniziato intorno alle 19, ha dato il via libera al provvedimento con misure per 25 miliardi per far fronte alla crisi da Coronavirus. L’ok del Consiglio è arrivato “salvo intese tecniche“. 103 articoli per un testo corposo che vuole proteggere i posti di lavoro e aiutare le imprese. «Con il decreto agosto abbiamo approvato misure significative: ringrazio tutti i ministri, i capi delegazione e le forze maggioranza per il proficuo confronto e lavoro svolto – ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ricordando come le misure stanziate dal Governo arrivino nel complesso a 100 miliardi. – Con questo provvedimento tuteliamo l’occupazione, sosteniamo i lavoratori, alleggeriamo le scadenze fiscali, aiutiamo le Regioni, gli enti locali e il Sud. Continuiamo a sostenere cittadini, imprese e lavoratori anche perché gli ultimi dati Istat certificano che la ripresa dei consumi a giugno c’è stata, sostenuta anche dalle misure perseguite fin qui dal Governo».
Molte le misure fiscali. I licenziamenti resteranno bloccati finché durano sgravi a carico dello Stato e ammortizzatori, quindi al minimo fino a metà novembre. La cassa integrazione con causale Covid viene rinnovata per altre 18 settimane a partire dal 13 luglio (e utilizzabili fino al 31 dicembre) con lo schema 9+9: la prima tranche sarà ancora per tutti, le seconde 9 settimane saranno gratuite solo per le imprese con perdite oltre il 20%, mentre le altre dovranno pagare un ticket dal 9% al 18% in caso di fatturati non toccati dalla crisi. Non si potrà licenziare nemmeno finché si sfrutta l’incentivo a fare rientrare i dipendenti dalla Cig (4 mesi di sgravi). Il divieto di licenziare ha però delle eccezioni per chiusure e fallimenti e, nelle ultime versioni del testo, si concede la Naspi a quei lavoratori che lasceranno volontariamente il posto in seguito ad accordi collettivi siglati con i sindacati.
E’ stata confermata la decontribuzione per 6 mesi per nuove assunzioni e trasformazioni di contratti a tempo determinato, cui si aggiunge uno sgravio per tre mesi per gli stagionali del turismo. A quest’ultimi che non abbiamo ritrovato un impiego, per i lavoratori dello spettacolo e per i più precari (dagli intermittenti ai venditori a domicilio) arriva anche una nuova indennità una tantum da 1.000 euro, mentre per le famiglie più in difficoltà e senza altri sussidi ci sarà una nuova quota del Reddito di emergenza (tra 400 e 800 euro secondo la composizione del nucleo familiare), che si otterrà presentando una nuova domanda entro il 15 ottobre. Oltre agli aiuti ai lavoratori, per il turismo si mettono in campo una serie di misure, a partire dal contributo a fondo perduto per le attività nei centri storici voluto dal ministro Dario Franceschini: con 500 milioni si darà un contributo a bar, ristoranti, negozi di 29 città d’arte, da Roma a Venezia, ma anche per Bergamo che, insieme a Milano, è tra le zone più colpite dalla pandemia.
Per imprese e autonomi arriva poi la boccata di ossigeno sulle tasse: i pagamenti delle cartelle restano sospesi fino a metà ottobre mentre i versamenti di tasse, ritenute e contributi sospesi tra marzo, aprile e maggio si potranno saldare al 50% entro dicembre in quattro rate, l’altro 50% in 24 rate a partire da gennaio. A completare il pacchetto c’è anche lo slittamento ad aprile degli acconti per soggetti Isa e forfettari che abbiano registrato nei primi 6 mesi dell’anno perdite di almeno il 33%.
Grande sostegno al Sud. Gli imprenditori meridionali non pagheranno dal primo ottobre il 30% dei contributi ai loro dipendenti fino a dicembre del 2020 (lo farà lo Stato, al loro posto per una spesa che si aggirerà intorno al miliardo). «Le misure per il Sud sono di portata storica: conosciamo il deficit anche di infrastrutture del Sud, che è meno competitivo e noi vogliamo che il gap sia recuperato. Non dividiamo l’Italia in due e offriamo un aiuto per la ripresa per le aree più svantaggiate per la ripresa dell’Italia intera», ha aggiunto Conte.
Tra gli oltre 100 articoli del decreto un capitolo è dedicato agli enti locali, con stanziamenti di circa cinque miliardi complessivi e circa 200 milioni in più per i Comuni, tre milioni per la formazione delle casalinghe, più fondi per il buono viaggio su taxi e Ncc per i disabili, esteso anche alle famiglie più bisognose ma anche l’aumento delle pensioni di invalidità già dai 18 anni, lo sblocco della Cig per Air Italy, fondi per le fiere, per le crociere, per il trasporto pubblico locale e la norma “salva-pertinenziali” delle spiagge, già tentata nel decreto Rilancio, con annessa sanatoria sul passato e nuovi canoni minimi a 2.500 euro a partire dal 2021.
500 milioni serviranno ad incentivare le persone all’acquisto di auto elettriche e non inquinanti. Niente da fare, invece, per il bonus sui consumi, pensato in particolare per i ristoranti ma che si puntava ad estendere anche ad abbigliamento e scarpe (approfondisci qui).: al suo posto partirà però da dicembre il piano cashless. Per incentivare i pagamenti elettronici sono ripristinati fondi per 1,75 miliardi ma bisognerà sempre aspettare il Mef per sapere su quali acquisti con le carte si otterrà il rimborso. «Vogliamo sostenere consumi e pagamenti elettronici premiamo i cittadini che potranno recuperare una parte di quanto spendono e potranno usufrurire di un bonus fino a due mila euro», ha detto il premier.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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