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Turismo ancora al collasso a luglio: le presenze negli alberghi crollano del 51%

I turisti stranieri latitano (giù di oltre il 76%), la presenza degli italiani è diminuita di oltre il 24%. Federalberghi lancia l’allarme: “E’ una catastrofe. Serve una risposta tempestiva” 

E’ ancora profondo rosso per il turismo, uno dei settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Anche a luglio le presenze negli alberghi hanno fatto registrare un crollo vertiginoso del 51%. A pesare è soprattutto l’assenza dei turisti stranieri che continuano a latitare segnando un crollo rispetto allo scorso anno del -76,4%. A lanciare ancora una volta l’allarme è Federalberghi che sottolinea come il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (-24,5%).

Secondo le stime dell’associazione ad oggi le strutture turistico ricettive italiane hanno perso oltre 159 milioni di presenze e le proiezioni sull’intero 2020 dicono che ne andranno in fumo ulteriori 116 milioni. «Una tale catastrofe – ha spiegato il presidente Bernabò Bocca – non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il Governo si appresta ad emanare. Alcuni punti del provvedimento sono a dir poco deludenti e se non interverranno modifiche arrecheranno ben pochi giovamenti alle imprese del Turismo. Ad esempio, riservare gli esoneri contributivi alle imprese che cessano del tutto il ricorso alla cassa integrazione, significa non aver capito che l’uscita dal pantano sarà faticosa e graduale: non è realistico pensare che un albergo dall’oggi al domani possa richiamare in servizio tutto il personale. E se sarà confermato l’intendimento di riconoscere gli incentivi unicamente per le assunzioni a tempo indeterminato, saranno escluse tutte le attività stagionali».

Le richieste degli operatori sono molto chiare. «Da mesi ci sgoliamo per chiedere di correggere una formulazione della norma sull’Imu, per tener conto delle esigenze delle imprese in affitto – prosegue Bocca. – E’ esasperante constatare la disattenzione che si registra nei confronti di questo problema. Chiediamo inoltre che i bar e i ristoranti degli alberghi non vengano discriminati e possano godere delle medesime agevolazioni che sono state previste per tutti gli altri pubblici esercizi e per gli agriturismi».

Per quanto riguarda l’Imu il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa ha annunciato che verrà abolita la seconda rata a carico delle strutture ricettive, degli alberghi dei campeggi ed anche degli stabilimenti balneari.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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