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Recovery Plan, l’Ue raccomanda: “I piani dovranno essere pronti entro fine aprile”

Le parole chiave dovranno essere modernizzazione, green e semplificazione

30 aprile 2021. E’ questo il tempo massimo consentito dalla Commissione europea ai Governi delle singole nazioni per presentare i piani di rilancio nazionali, indispensabili per ottenere i soldi europei. Lo scrive la stessa Commissione nelle linee guida all’utilizzo del Recovery fund, sottolineando come i piani debbano “aumentare il potenziale economico, creare occupazione e rafforzare la resilienza“. «La guida vuole aiutare gli Stati a preparare piani nazionali di alta qualità in linea con gli obiettivi comuni. Non solo perché i fondi possano arrivare il prima possibile, ma anche perché siano la spinta ad una vera trasformazione», ha detto il commissario all’Economia Paolo Gentiloni.

Nelle linee guida sono illustrati chiaramente i criteri con cui valuterà i vari piani. Aspetto di primo piano è il green. la Commissione valuterà infatti se sono contenute all’interno dei progetti misure che aiutino la transizione verde e digitale e se queste stesse misure “contribuiscono a rafforzare il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro e la resilienza sociale ed economica“. «I fondi del Recovery sono coerenti con un ampio concetto di investimento in formazione di capitale, ovvero capitale fisso, come infrastrutture, palazzi, ma anche ricerca e sviluppo quindi brevetti o software. Capitale umano, cioè spesa sulla salute, protezione sociale, istruzione, formazione. E capitale naturale, cioè aumento delle fonti di energia rinnovabili, protezione ambientale o adattamento al cambiamento climatico. Le riforme devono prevedere quelle azioni che hanno un miglioramento duraturo al funzionamento dei mercati, delle strutture istituzionali, amministrazioni pubbliche», spiega con trasparenza Bruxelles.

La valutazione della Commissione poi dovrà essere approvata dal Consiglio con una decisione ad hoc. «I progressi sulle riforme e gli investimenti saranno misurati attraverso target fissati dagli Stati stessi in accordo con la Commissione e dovranno essere realistici, chiari, ben definiti, verificabili, e direttamente determinati i o influenzati da politiche pubbliche. Sulla base del completamento dei target indicati dal piano, gli Stati presenteranno una richiesta alla Commissione per l’esborso di sostegno finanziario», spiega la comunicazione Ue. La Commissione quindi preparerà una valutazione che sottoporrà agli sherpa dell’Ecofin. In circostanze eccezionali, se uno Stato considera che ci sono deviazioni serie dal piano, può richiedere l’intervento del Consiglio europeo e la Commissione può bloccare l’esborso. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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