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Tesla avvia la costruzione di auto elettriche da 25 mila dollari

E intanto fa causa agli Usa per i dazi su alcuni prodotti cinesi

Nuovo obiettivo per Tesla che punta a costruire auto elettriche a basso costo da 25 mila dollari grazie all’uso di batterie low cost. Il fondatore Elon Musk cercherà di arrivare a produrre 20 milioni di veicoli all’anno per trasformare la sua casa automobilistica nel più grande produttore di auto del mondo.

Il target di 20 milioni di auto l’anno è infatti quasi il doppio rispetto alla produzione della tedesca Volkswagen che nel 2019 è stata l’azienda automobilistica numero uno al mondo.

La creazione di un’auto compact elettrica a basso costo è una scommessa che Musk persegue da molto tempo. Ci ha provato puntando a costruire un’auto elettrica da 35.000 dollari. Ma la Model 3 è ancora troppo costosa per essere considerata un’utilitaria elettrica. «Una delle cose che mi preoccupa di più è che non abbiamo ancora un’auto veramente conveniente e questo è quello che faremo in futuro – ha detto Musk. – Ma per farlo, dobbiamo ridurre il costo delle batterie». 

E non è tutto perché Tesla è finita sulle pagine dei giornali anche per un altro motivo, questa volta non positivo: ha deciso di fare causa a Trump. Il motivo? I dazi doganali che il governo Usa ha imposto su alcuni prodotti cinesi nella fase più tesa della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Tariffe che Elon Musk non ha esitato a definire “illegali” e che hanno colpito alcune componenti auto che vengono importate dalla Cina, dunque acquistate dai grandi colossi mondiali del settore automotive. Si tratta, nello specifico, di dazi del 25% imposti dall’Ufficio del Commercio federale Usa US trade representative su una lista di prodotti che includono alcuni computer made in China e schermi touch utilizzati nelle auto elettriche Model 3 di Tesla.

Tesla, nel depositare l’azione legale alla Court of International Trade, sostiene che le tariffe siano state “arbitrarie, frutto di un capriccio e di un abuso di potere discrezionale“. La causa è rivolta a Robert Lighthizer, numero uno del US trade representative. Proprio Lighthizer, lo scorso anno, aveva rifiutato la richiesta di Tesla di essere esentata dai dazi sui computer e sui display importati dalla Cina che utilizza, per l’appunto, sui suoi Model 3, spiegando come le tariffe si sarebbero tradotte in costi più alti da sostenere per le componenti auto. Elon Musk ora chiede, oltre alla cancellazione dei dazi, “il risarcimento, con interessi” delle tariffe che Tesla ha già pagato.

Le stesse accuse arrivano anche da parte di altre case automobilistiche come Volvo, Ford e Mercedes-Benz

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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