
La rete di quinta generazione è destinata a prendere il posto della tecnologia di erogazione tradizionale
Le tecnologie di distribuzione, che si occupano di erogare il segnale televisivo, stanno cambiando. Lo spegnimento delle trasmissioni terrestri in Digital Video Broadcasting – Terrestrial (DVB-T) e il passaggio al DVB-T2, il nuovo sistema che sarebbe in grado di fornire un aumento minimo del 30% in termini di bit rate utile, a pari condizioni di canale trasmissivo, è previsto per il 2022.
Il DVB-T2 permetterà l’attivazione dei servizi in 5G ma la migrazione, per quanto inevitabile, non sarà così immediata. Per un tempo ragionevole si prevede che le trasmissioni in digitale terrestre e quelle in 5G coesisteranno e dovranno passare probabilmente 10 anni prima che le reti di quinta generazione potranno dirsi pronte a sostituire completamente il DVB-T2.
La televisione evolve e cambia in tutto il mondo, adattandosi al nuovo ambiente digitale. Il mercato della pay-TV è in crescita e i tradizionali operatori sono in competizione con i fornitori di servizi di streaming i cui ricavi continuano ad aumentare. Inoltre, grazie alla disponibilità diffusa di dispositivi connessi a internet, questi ultimi vengono utilizzati sempre più in modo autonomo e vanno a interporsi tra l’utente e il tempo medio che prima passava davanti alla televisione.
Una spinta verso il futuro che ha subito una forte accelerazione negli ultimi mesi a causa del lockdown: tanto è vero che la pay-TV ha rafforzato la sua posizione di primaria risorsa nel mercato televisivo europeo rappresentando oltre il 60% dei ricavi totali. Questo successo è dovuto principalmente al settore pubblicitario: la pubblicità televisiva è destinata a essere sostituita dalla pubblicità online, a causa della crisi economica che riduce drasticamente i ricavi.
Il mercato televisivo tradizionale negli ultimi anni ha vissuto un deciso calo di pubblico dovuto principalmente all’ascesa del digitale: un trend che peggiora con i servizi video streaming e che non sembra intenzionato a cambiare.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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