
Eventuali altri incrementi saranno valutati in base al rendimento dell’investimento, le condizioni di mercato e le opportunità di acquisto
Dopo il via libera della Bce la Delfin di Leonardo del Vecchio è salita oltre la quota del 10% in Mediobanca. Nello specifico, la partecipazione della holding del patron di Luxottica nel capitale di Piazzetta Cuccia è stata portata al 10,162%, rispetto al 9,889% precedente.
Ma Del Vecchio ha già precisato che non vuole assumere il controllo della banca. «L’investimento di Delfin in Mediobanca ha carattere finanziario e di lungo termine, con la volontà di garantire stabilità e sostenere la crescita dell’emittente – si legge in un comunicato. – La holding non intende acquisire il controllo su Mediobanca o, comunque, esercitare un’influenza dominante sulla gestione dell’istituto». Per quanto concerne il rinnovo del Consiglio di Amministrazione nella prossima assemblea annuale di Mediobanca la Delfin ha spiegato che non intende presentare una lista di candidati per la nomina della maggioranza degli amministratori così come non vi sono accordi con altri soci.
In merito poi ad eventuali ulteriori incrementi della partecipazione, che non potranno eccedere il 19,9% autorizzato dalla Bce, la Consob precisa che “saranno valutati tempo per tempo sulla base, principalmente, del rendimento dell’investimento, delle condizioni di mercato e delle opportunità di acquisto“.
Del Vecchio ha iniziato l’ascesa in Mediobanca lo scorso autunno arrivando vicino alla soglia del 10% sfruttando anche la graduale uscita da Mediobanca decisa da Bolloré e Unicredit. Mai nessun singolo socio aveva superato il 10% nella lunga storia dei patti di sindacato che si sono susseguiti. Secondo molti la vera mira espansionistica di Del Vecchio riguarda Generali (leggi qui).
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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