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Recovery Fund, stop ai negoziati: è braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio europeo

A far saltare il banco la richiesta del Parlamento di aumentare gli stanziamenti su ben 15 capitoli di spesa

E’ stallo sui negoziati in merito al Recovery Fund a causa del braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio europeo. L’ipotesi di un accordo sul Bilancio Ue destinato a governare le finanze comunitarie dal 2021 al 2027, che ha al suo centro proprio il fondo messo a punto dalla Commissione, rischia dunque di allontanarsi sempre di più.

Il Consiglio offre un bilancio settennale imperniato sul Recovery Fund da 750 miliardi di euro e un piano complessivo da 1.074 miliardi mentre il Parlamento partiva da richieste ben più alte, con un bilancio da 1.300 miliardi di euro. E così al tavolo delle trattative con il Consiglio ha chiesto di aumentare gli stanziamenti su ben 15 capitoli di spesa della proposta di bilancio, tra cui i programmi per la digitalizzazione, il lavoro e il sociale. Non solo: bisogna anche rafforzare il legame tra rispetto delle regole dello stato di diritto ed erogazione dei fondi europei, aspetto che tocca direttamente Polonia e Ungheria, sotto la lente per le norme con cui, secondo la Commissione, sono stati messi in discussioni alcuni principi democratici fondamentali. Le proposte sono state però rispedite al mittente dai governi Ue. 

Ora tutte le speranze sono riposte nel prossimo vertice europeo fissato per il 15-16 ottobre. Ma anche qualora si trovasse un accordo sul valore dei programmi, resta da definire una questione tutt’altro che secondaria. Bisogna infatti trovare l’accordo politico sulle cosiddette “Risorse Proprie”, cioè quelle risorse che serviranno a ripagare nei prossimi anni i prestiti che Bruxelles reperirà sui mercati e girerà agli Stati membri in attuazione ai rispettivi Recovery Plan. Per ora di certo c’è solo la tassa sulla plastica sulla quale l’intesta è stata raggiunta, mentre restano ancora diversi nodi da affrontare sulla digital tax, le tasse sulle transazioni finanziare, la carbon tax e il sistema di scambio delle emissioni inquinanti.

di: Maria Lucia PANUCCI

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