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Auto, riparte il settore dopo 8 mesi di cali: immatricolazioni Ue +3,1% a settembre

Bene Fca che porta a casa un balzo del 14,4%

Le immatricolazioni auto in Europa tornano a crescere a settembre dopo 8 mesi di cali. Lo comunica l’Acea sottolineando che il mese scorso le immatricolazioni sono aumentate del 3,1% con 933.987 nuove macchine vendute in tutta l’Unione Europea. Il bilancio da inizio anno resta però negativo e segna un -28,8%.

Nell’ambito della sola Eurozona le vendite sono salite a settembre del 2,1% a circa 832.431 unità, portando il bilancio dei 9 mesi a -29%. Fa bene l’Italia che mette a segno un +9,5% del mercato dell’auto. Recupera anche la Germania con un +8,4% a settembre mentre restano al palo la Francia (- 3%) e la Spagna (- 13,5%).

Fca ha sovraperformato il mercato con un balzo del 14,4% rispetto allo stesso mese del 2019 e immatricolazioni pari a 70.488 unità, mentre la quota di mercato è cresciuta dal 6,8% al 7,5%. Nel periodo gennaio-settembre le immatricolazioni sono state pari 458.744 con un calo del 33,7%, mentre la quota di mercato è diminuita dal 7% al 6,5%. La dinamica di settembre è positiva per tutti i brand, ma sui 9 mesi resta in perdita: Jeep segna +25,4% a settembre e -36,2% da inizio anno; Fiat +13% il mese scorso e -32,2% a gennaio-settembre; Lancia +12,6% e -35,8%; Alfa Romeo +2,7% e -40,4%.

Il primo gruppo europeo per auto vendute resta la Volkswagen, con 215.965 macchine immatricolate a settembre: in aumento del 9% e con una quota di mercato in crescita dal 21,9% al 23,1%. Al secondo posto ci sono i francesi di Psa che hanno venduto a 140.970 auto, con una diminuzione dell’11,8% e una quota in contrazione dal 17,6% al 15,1%.

Per una ripresa significativa del mercato dell’auto, in quel che resta del 2020 e soprattutto nel 2021, sono necessarie tre condizioni, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: in primis che i Governi varino politiche di sostegno al settore dell’auto più incisive di quelle fin qui adottate, in secondo luogo che non vi siano nei prossimi mesi nuove fermate dell’attività produttiva, terzo che i primi segnali di ripresa dell’economia, dopo il crollo della prima parte dell’anno, si consolidino e si rafforzino. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ASKANEWS

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