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Ania, la presidente Farina: “Vogliamo contribuire al rilancio del Paese anche se il settore non è stato esente dallo shock pandemico”

Il settore assicurativo ha registrato un calo drastico della raccolta netta nel primo semestre a -15%

«Per superare la crisi dettata dal Coronavirus è indispensabile un cambio di passo non più rinviabile. Bisogna evitare che l’economia italiana si trasformi in un moltiplicatore di assistenzialismo improduttivo». Lo ha affermato la Presidente dell’AniaAssociazione nazionale fra le imprese assicuratrici, Maria Bianca Farina, che ha sottolineato che “vanno riattivati i polmoni produttivi della nostra economia per rimettere in moto il circuito virtuoso: investimenti, occupazione, produzione, spesa“. «E’ necessario mettere mano a riforme di sistema che rivedano in profondità alcuni meccanismi regolatori e siano in grado di imprimere una svolta e una trasformazione decisa al Paese – ha spiegato. – Prima ancora dei singoli progetti, è l’idea stessa di società e di rapporti tra le sue diverse componenti e con l’ambiente che vanno ripensati. All’inalienabile principio di solidarietà, proprio di una moderna democrazia, vanno affiancati strumenti fiscali e contrattuali che permettano di contare su una economia che viaggi a una velocità adeguata alle necessità di sviluppo interno e alla concorrenza sui mercati del mondo».

Farina ha sottolineato che le imprese assicuratrice faranno la loro parte nel rilancio economico del Paese. «Vogliamo essere al fianco delle Istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo attraverso gli assi portanti della nostra mission e porre solide basi per lo sviluppo di una economia sostenibile», ha assicurato. Ma la Presidente dell’Ania ha anche sottolineato che non vanno concessi finanziamenti a pioggia. «Riteniamo necessarie decisioni di concreto sostegno al sistema produttivo, all’occupazione e al variegato mondo dei lavoratori autonomi. Nessun favore, nessuno sconto, niente finanziamenti a pioggia ma misure che garantiscano risorse adeguate all’emergenza, che rivedano il pesante regime fiscale, abbattano le infinite barriere della burocrazia, mettano a disposizione una rete efficiente e moderna di infrastrutture», ha spiegato 

Il settore assicurativo non è rimasto però immune dallo shock pandemico, anzi ha accusato un duro colpo con un calo drastico della raccolta netta nel primo semestre del 15%, mentre nel 2019 la raccolta premi aveva superato i 140 miliardi di euro, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno prima: +3,9% nel vita e +3,2% nel comparto danni. Il trend di crescita, confermato nei primi due mesi di quest’anno, ha bruscamente virato in negativo all’esplodere della pandemia. E così nel trimestre del lockdown (da marzo a maggio) il decremento dei premi vita è stato del 35% rispetto al 2019.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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