
Segnali preoccupanti in vista del Natale che potrebbe non riuscire a invertire il trend
I consumi in Italia sono in caduta libera. Secondo i dati dell’Osservatorio permanente Confimprese-EY a settembre si è registrato un -13,5% contro -11,9% di agosto. Segnali preoccupanti in vista dell’imminente Natale che potrebbe non riuscire a invertire il trend.
I comparti più penalizzati sono la ristorazione, che chiude settembre a -18%, e l’abbigliamento che segna -12,9%, con una flessione quasi raddoppiata rispetto al -7% di agosto. Entertainment, ottica, arredo casa e oggettistica, mostrano performance migliori rispetto agli altri due settori, con un calo del 6,9%, risultati dovuti soprattutto a modificati orientamenti di consumo verso beni più legati alla casa e alla cura persona.
L’e-commerce va sempre bene e chiude settembre a +22,7%, recuperando quasi cinque punti percentuali su agosto. Il travel si conferma invece maglia nera con una flessione che tocca il 55% lo scorso mese. Continua, dunque, la desertificazione di aeroporti e stazioni, con il turismo straniero azzerato.
Questi numeri non fanno certo sperare per un Natale florido. «I consumi di Natale sono fortemente a rischio, perché in tale clima di incertezza e preoccupazione le famiglie saranno portate a contrarre le spese in un periodo, quello delle festività, che concentra una parte sostanziosa delle spese degli italiani, generando solo nel mese di dicembre un giro d’affari per consumi pari a 110 miliardi di euro su un totale annuo di 900 miliardi – spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. – Il Governo deve quindi dare certezze e fiducia alle famiglie e sostenere redditi e potere d’acquisto per evitare una scia di sangue sul fronte del commercio e delle imprese».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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