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Covid, la stima delle conseguenze tocca i 344 miliardi

Lo studio di Cerved evidenzia le città italiane che potrebbero subire le perdite più alte

Uno studio di Cerved realizzato per Anci ha monitorato oltre 1.600 settori produttivi e circa 730 mila imprese, per valutare l’andamento economico e stimare le conseguenze della pandemia.

Il risultato è spaventoso: il Covid potrebbe costare fino a 344 miliardi agli introiti di 93 città italiane di media grandezza nel biennio 2020/2021. Circa la metà del totale nazionale.

Cerved ha ipotizzato due scenari: il primo che prevede una ripresa graduale ma costante dell’economia e in cui quindi la perdita si assesterebbe a 262 miliardi con una contrazione dell’11,9%, e il secondo basato sull’ipotesi della persistenza della situazione emergenziale in cui quindi la perdita arriverebbe a toccare la punta dei 350 miliardi con una contrazione del 16,9%.

Le città italiane che potrebbero risentire maggiormente della pandemia sono Potenzia, Chieti e Campobasso a causa della sofferenza di settori come l’automotive che sono fondamentali per il loro sistema economico. Le città che invece potrebbero essere le meno penalizzate sono Latina, Imperia e Parma perché beneficiano del buon andamento dei settori anticiclici: il farmaceutico e l’agroalimentare.

Le perdite di fatturato più consistenti potrebbero verificarsi a Brescia, Verona e Bergamo. In Toscana invece potrebbe verificarsi un più alto problema di liquidità a Prato, Grosseto, Siena, Pistoia e Livorno, se si considerano le circa 110 mila imprese entrate in crisi di liquidità nel corso del 2020. Nella stessa situazione anche Rimini, Gorizia, Brindisi, Verona e Pordenone, che hanno tra il 32% e il 35% di quote di imprese in sofferenza.

Il rapporto si sofferma poi sul problema dell’occupazione: Brescia e Modena sono le città che in percentuale rischiano di perdere il maggior numero di posti di lavoro perché, nei segmenti in crisi, hanno rispettivamente il 43,1% e il 40,3% degli occupati. Seguono Reggio Emilia con il 40%, Vicenza al 39,1%, Bergamo 37,8%, Salerno 36,5%, Verona 34,8%, Padova 32%, Monza e Brianza 28,2% e Parma, quest’ultima con una percentuale più bassa che si aggira intorno al 23,9%.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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