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Scuola, i docenti precari chiedono il rinvio del concorso straordinario: “Sarà una bomba epidemiologica”

Un lungo post di protesta sul gruppo Facebook “no concorso straordinario durante Covid” che conta oltre 3.500 partecipanti

E’ scontro tra le istituzioni ed i professori sul tema scuola. I docenti precari chiedono il rinvio del concorso straordinario che dovrebbe partire giovedì e che coinvolge oltre 60mila insegnanti. Ovviamente il motivo è la preoccupazione per l’aumento esponenziale dei contagi negli ultimi giorni. «Chiediamo il rinvio del concorso a tempi migliori al fine di arginare i danni di quello che si configura a tutti gli effetti come una bomba epidemiologica di cui qualcuno prima o poi dovrà rendere conto alle famiglie e agli studenti dai quali torneremo in classe il giorno successivo a fare lezione», scrivono in un lungo post sul gruppo Facebook dal nome No concorso straordinario durante Covid, che conta oltre 3.500 partecipanti

Nonostante l’impennato della curva,  il ministero dell’Istruzione, le Regioni e tutte le altre parti coinvolte, continuano a mandare avanti la procedura senza pensare minimamente ad alcun rinvio e stop momentaneo. Ecco allora che gli stessi concorsisti si ribellano in massa, prevedendo che per procedere alle prove si sposteranno in massa moltissimi docenti, sia internamente che esternamente alle Regioni. «Sono migliaia i docenti che sosterranno i concorsi fuori Regione – si legge ancora nel post – che per raggiungere le sedi concorsuali dovranno sottoporsi a rischiosi viaggi con mezzi pubblici. Queste migliaia di docenti dovranno poi tornare il giorno successivo del concorso nelle proprie aule come potenziali e inconsapevoli soggetti virulenti. In più, gli insegnanti precari in quarantena, in isolamento o risultati già positivi non potranno partecipare alla prova concorsuale per la quale sono in attesa da oltre 6 anni, dal momento che sono 6 anni che non vengono banditi concorsi. Il rischio che questo concorso si trasformi nella Atalanta-Valencia di febbraio 2020 è altissimo e noi siamo allibiti dalla miopia del ministero, del governo, delle Regioni in tal senso e sconcertati dalla approssimazione e dalla superficialità di una gestione siffatta».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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