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Pandemia ed automazione: un mix esplosivo che mette a rischio 85 mln di posti di lavoro

Ma allo stesso tempo, il WEF prevede la creazione di 97 milioni di nuovi posti, il che significa un’aggiunta complessiva di 12 milioni. Urge più formazione digitale

Entro il 2025 i progressi nella robotica e nell’intelligenza artificiale, con una nuova divisione del lavoro tra essere umani e macchine, colpirà 85 milioni di posti di lavoro a livello globale. L’impatto riguarderà principalmente le mansioni di routine o manuali. A dirlo è il World Economic Forum che sottolinea come di contro saranno creati 97 milioni di nuovi ruoli, soprattutto in settori ad alte competenze, il che significa un’aggiunta complessiva di 12 milioni lavori.

L’istituzione prevede che il lavoro sarà diviso equamente tra uomini e macchine entro il 2025, con i computer che gestiranno gran parte del lavoro pesante per quanto riguarda l’elaborazione dei dati, le attività amministrative e i lavori manuali di routine. Ciò richiederà un livello significativo di riqualificazione e miglioramento delle competenze da parte di almeno il 50% dei datori di lavoro per garantire che il personale sia sufficientemente attrezzato. 

Il Covid-19 ha sicuramente accelerato l’arrivo del futuro del lavoro. Il maggiore uso dell’automazione e le ricadute della recessione causata dalla pandemia hanno allargato le disparità nei mercati del lavoro e ribaltato i guadagni nell’occupazione realizzati dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009. In Italia le tendenze sono ancora più accentuate della media: il Covid-19 ha indotto tutte le aziende interpellate ad accelerare la digitalizzazione, 8 su 10 intendono automatizzare le mansioni e altrettante intendono dare più opportunità di lavoro da remoto. Tuttavia, solo il 40% delle aziende punta ad accelerare i programmi di riqualificazione dei dipendenti. «E’ uno scenario di doppia rottura, un nuovo ostacolo per i lavoratori in questi tempi difficili – spiega Saadia Zahidi, Manging Director del World Economic Forum. L’unica strada è agire al più presto: aziende, Governi e lavoratori uniscano le forza per realizzare una nuova visione per la forza lavoro globale».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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