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Governo: verso il Dpcm due novembre

Il Governo si prepara a varare misure più restrittive su base locale o regionale. Aggiornata a lunedì mattina la riunione con le Regioni

L’ultimo Dpcm varato il 24 ottobre scorso è già vecchio: la curva dei contagi in rapido aumento ha spinto il premier Giuseppe Conte ha convocare una riunione d’emergenza con il Comitato tecnico scientifico già nella giornata di ieri (leggi qui), e aggiornata alla mattina del due novembre. Il nuovo documento dovrebbe arrivare lunedì sera. Conte ha chiesto un tavolo di confronto permanente con l’opposizione.

L’obiettivo principale del Governo, ripetuto in più di un’occasione, è evitare una chiusura generalizzata su tutto il territorio nazionale. Ciò non toglie che con il prossimo decreto dovrebbero essere istituite misure più restrittive probabilmente a livello locale o regionale, con l’introduzione di una serie di zone rosse nelle aree del Paese dove l’indice di trasmissibilità Rt è superiore alla soglia dell’1,5. «Il dato dei contagi mostra una curva terrificante – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza – o la pieghiamo, o andiamo in difficoltà. Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore».

Le parole del ministro vanno ad unirsi alle dichiarazioni fatte nella giornata di ieri dal premier Conte e dalla ministra Azzolina, che hanno spiegato che uno dei principali obiettivi del Governo è tenere aperte le scuole: «la didattica in presenza va difesa il più possibile – rimarca Speranza – ma in un contesto di epidemia non è intangibile».

Le Regioni hanno chiesto misure nazionali all’interno delle quali muoversi. Il nuovo Dpcm dovrebbe fornire un provvedimento cornice e sarà compito dei singoli governatori decidere quali sono le chiusure che vanno fatte e le misure che vanno imposte per contenere una crescita della curva del contagio.

Non si esclude la possibilità di un nuovo fermo agli spostamenti tra le Regioni. Il Dpcm dovrebbe inoltre prevedere la chiusura di altre attività ritenute non necessarie e la nuova stretta potrebbe coinvolgere anche la scuola. Il premier Conte potrebbe decidere di inserire le classi a partire dalla terza media in didattica a distanza, ma rimane da capire a chi farà capo la decisione finale, se al Governo o ai presidenti di Regione.

La misura non dovrebbe prevedere invece chiusure per fabbriche, supermercati e uffici, ma probabilmente sarà chiesto ai management di incrementare lo smart working. Per quanto riguarda i centri commerciali, il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiesto a nome dei sindaci la chiusura nei weekend, perché è in quei giorni che si concentra l’affluenza. Inoltre, Decaro ha chiesto che siano chiusi gli sportelli scommesse nelle tabaccherie e nei bar perché è lì che si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse.

Questa mattina è iniziata in videoconferenza la riunione del ministro della Salute Speranza con Francesco Boccia degli Affari regionali, insieme ai rappresentanti di Regioni, Comuni e Province, per discutere le nuove misure che il Governo sta valutando per contrastare la seconda ondata dell’epidemia.

I leader di centrodestra si sono opposti al tentativo di coinvolgimento del Governo rimarcando che la soluzione è tardiva e che l’unica sede in cui discutere è il Parlamento. Adesso si pensa all’istituzione di una commissione speciale bicamerale, oppure a una riunione tra Governo e capigruppo di opposizione come quella istituita per lo scorso Dpcm.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

LEGGI ANCHE: Covid, curva in ascesa. Di Maio: “verso un Dpcm più restrittivo”

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