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Confindustria: perdita di 29 miliardi nel settore moda

Il fatturato del terzo trimestre è in calo del 27,5%

Il centro studi di Confindustria Moda ha analizzato i dati relativi al terzo trimestre del 2020 per quanto riguarda le aziende del settore e le perdite che hanno subito a causa dell’impatto del coronavirus.

Secondo le stime aggiornate, le aziende registrano un calo in media del 27,5% del fatturato rispetto all’anno scorso. Un dato che è meno grave di quelli relativi al primo e secondo trimestre, i quali si attestavano al -36,2% e al -39%, ma che rimane peggiore rispetto al resto della media nazionale che ha visto un balzo del Pil del +16,1%.

La contrazione del fatturato complessivo per il 2020 dovrebbe essere intorno al -29,7%. Per quanto riguarda le aziende analizzate, l’86% prevede perdite superiori al 10%, il 29% tra il 35% e il 50% e un ulteriore 15% di oltre il 50%.

«È sempre più grave la crisi del settore del Tessile, Moda e Accessorio, oramai impotente di fronte a questa seconda ondata pandemica – ha commentato il presidente di Confindustria Moda Cirillo Marcolin – le aziende che compongono le nostre filiere sono generalmente piccole e medie imprese ed è quindi naturale che vengano più colpite rispetto alla media. Anche l’andamento del fatturato nel terzo trimestre conferma una debolezza più marcata rispetto ad altri settori, dovuta da una parte alla diminuzione del mercato domestico, e dall’altra alle grandi difficoltà nell’export, attività che storicamente ha aiutato tutto il Made in Italy. Ne è prova il massiccio utilizzo della cassa integrazione che per un’azienda su due riguarda oltre il 60% dei dipendenti».

Tuttavia la quota delle aziende con oltre l’80% dei dipendenti interessati dalla CIG scende al 33%, segno che le imprese fanno meno ricorso agli ammortizzatori sociali: sono il 74% contro il 90% dell’ultima rilevazione. Le aziende il cui personale rimane in smart working sono il 21%.

Per quanto riguarda l’export, c’è una contrazione del 26,4% in meno. Solo un imprenditore su tre segnala vivacità nel mercato estero da parte di alcuni Paesi strategici, Germania, Francia e Cina soprattutto.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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