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Digital e streaming: la tv tradizionale perde i giovani

Le nuove generazioni preferiscono Netflix e Amazon

Una ricerca della Rai sulla situazione italiana relativa al fatturato pubblicitario e agli ascolti della tv, tradizionale e non, ha confermato un trend che è diventato sempre più chiaro con l’avanzare della pandemia: crescono le nuove tv digitali, Netflix e Amazon sopra a tutte, e diminuiscono gli ascolti di Rai e Sky, mentre si mantiene su un leggero margine di miglioramento Mediaset.

Il fatturato pubblicitario è diminuito nei primi 6 mesi del 2020: gli inserzionisti hanno ridotto la pubblicità sui vari media per un calo complessivo del 22,4%, ovvero una riduzione da 4,4 a 3,49 miliardi di euro. I meno colpiti sono stati ovvaimente gli operatori che offrono servizi e contenuti direttamente via web, e i media digitali hanno accresciuto la propria quota dal 34 a oltre il 38%. A pagare il prezzo più grave è stata la stampa, che ha perso quote passando dal 9,7% all’8,4% del totale.

Per quanto riguarda gli abbonati, il primo semestre del 2020 ha segnato un forte calo per i servizi di pay tv, in primis Sky: «le famiglie abbonate passano dai poco più di quattro milioni di maggio 2019 ai circa 3,8 milioni di maggio 2020» è specificato nel report. Il calo, secondo gli analisti, da imputare soprattutto alla sospensione e al rinvio degli eventi sportivi.

Le tv digitali invece registrano un forte boom: Netflix passa dall’8,7% delle famiglie italiane abbonate all’oltre 14% della fine del 2020. Anche Amazon cresce, passando dal 7,2% di abbonati all’8,9%. Più bassi Tim Vision e Apple Tv, che rimangono in crescita, mentre perde Dazn, per lo stesso motivo già visto con Sky: la piattaforma è penalizzata dal crollo degli eventi sportivi. Disney Plus, appena uscita, ha già raggiunto il 2,6% delle famiglie italiane, mentre Infinity è in calo del 0,5%. La piattaforma satellitare gratuita Tivù Sat invece, a giugno ha raggiunto i 3,7 milioni di Smart Card attive e oltre 2,5 milioni di utenti nominativi attivi.

Secondo il report, tra le tv generaliste, il Gruppo Rai si conferma leader nel mercato nel primo semestre con il 35,7% di share nell’intera giornata e con il 36,6% in prime time, ma queste percentuali, seppur alte, sono in caso di quasi un punto percentuale rispetto al 2019. Mediaset invece è cresciuta e ha raggiunto il 31,9% di share nell’intera giornata e il 33,6% in prime time.

All’interno delle tv tradizionali, le reti generaliste perdono due punti percentuali nello share, mentre le semigeneraliste crescono e arrivano al 9,6% di share nell’intera giornata. I canali specializzati sono i più apprezzati, e passano dal 32,7% al 34,4% nel confronto tra primo trimestre 2019 e analogo periodo nel 2020.

Il vero problema, comunque, per la tv tradizionale, rimane l’approccio alle nuove generazioni: «Rai è leader sul totale individui e sugli over 45, ma mostra, rispetto al semestre di riferimento, una flessione sul pubblico giovane, più marcata sui 4-7 anni con -4,1 punti percentuali – spiega il report – Mediaset, invece, è leader tra i segmenti tra i 4 e i 44anni. Da segnalare, la buona performance dell’editore Viacom molto marcata tra gli spettatori under 14». Inoltre, le nuove generazioni mostrano di preferire le digital tv, come Netflix e Amazon.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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