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Nuovo dpcm, sale la tensione tra Governo e Regioni. E la Calabria annuncia ricorso

De Luca: “Servono misure nazionali unitarie, ancora più rigorose”. Cirio: “Il Governo spieghi la logica delle scelte, pretendo chiarezza”

E’ di nuovo tensione tra Governo e Regioni. Il nuovo dpcm che divide in tre scenari il nostro Paese (leggi qui) ha scontentato molti enti territoriali che ora sono sul piede di guerra.

La più agguerrita di tutte è la Calabria che annuncia un ricorso. «Impugneremo la nuova ordinanza del Ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa Regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale – ha detto il Presidente facente funzioni, Nino Spirlì. – Altre Regioni, con dati peggiori dei nostri sono state inoltre inserite nella zona arancione e hanno evitato, e ne sono felice, la chiusura. Non si comprendono, perciò, i criteri scientifici in base ai quali il Governo ha deciso la vita o la morte di un territorio».

Sempre di traverso il presidente della Campania, Vincenzo De Luca. «Rimango convinto della necessità di misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per una azione più efficace di contrasto al Covid, a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio – ha sottolineato. – Le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili». Poi lancia l’allarme: «Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio; e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio».

Dello stesso avviso anche Alberto Cirio, il governatore del Piemonte. «Ho passato le ore a rileggere i dati, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili – ha scritto su Facebook. – Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza».

Pronta la risposta del ministro della salute Speranza. «Le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio. Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle Regioni – ha detto. – È surreale che anziché assumersi la loro parte di responsabilità ci sia chi faccia finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori. Serve unità e responsabilità. Non polemiche inutili».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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