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PMI: il 76% non vende online e rischia di perdere fatturato

La stima di Cerved per il 2020

La crisi economica sta causando seri problemi alle piccole e medie imprese in tutto il mondo. Il settore, particolarmente colpito dall’emergenza sanitaria, soffre anche a causa della presenza sporadica o addirittura nulla sul web, che è l’unica ancora di salvezza per il mercato provato dalle quarantene.

Secondo una stima effettuata da Cerved, nel 2020 il fatturato delle pmi italiane sarà sottoposto a una contrazione che potrà andare dall’11% al 16,3%, mettendo a rischio due milioni di posti di lavoro. Dati preoccupanti in parte spiegati dall’Osservatorio del Politecnico di Milano e da TeamSystem, che hanno evidenziato come il 76% delle PMI non effettui vendite online e appena il 15,8% abbia un sito web e una propria app di eCommerce attraverso la quale vendere i prodotti.

Lo sbocco digitale, però, potrebbe essere l’unico in grado di garantire la sopravvivenza sul mercato, a maggior ragione all’indomani del coronavirus. «Il digitale non è più un optional, bensì un percorso irrinunciabile – spiega Federico Leproux, ceo di TeamSystem il futuro dell’Italia dipenderà da questo».

Le PMI italiane pagano moltissimo anche il gap con le altre aziende a livello europeo, molto più avanti nella digitalizzazione: sempre secondo quanto stabilito dall’osservatorio del Polimi, colmare il divario con le PMI tedesche potrebbe generare un aumento del Pil fino a 7 punti percentuali. E benché la Germania sia il Paese più avanti, l’Italia è lungi dall’essere alla pari anche con la Spagna, che al supera del 40%, e con la Francia, che è più avanti del 20%.

«Passare da uno stadio di immaturità digitale ad un profilo digitalmente più avanzato può portare ad aumentare la produttività del 15% e a migliorare l’attenzione alla sostenibilità ambientale del 24%. La tecnologia da sola non basta però – commentano dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle Pmi – la prospettiva strategica con cui si utilizzano le tecnologie e lo sviluppo di competenze a supporto rappresentano elementi chiave affinché i guadagni in produttività siano consistenti e di lungo periodo».

Le PMI che si sono affidate ad Amazon per creare un canale di vendite online hanno venduto più di 60 milioni di prodotti nei loro store rispetto ai 45 milioni dell’anno precedente, secondo le stime raccolte dalla società. Gli impatti positivi generati da queste vendite hanno permesso di creare 25 mila posti di lavoro: l’eCommerce quindi si dimostra fondamentale per la sopravvivenza delle PMI, che tramite il web possono raggiungere e soddisfare una domanda ancora più ampia di clienti.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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