Sab, 04 Dicembre
/

Business24 La TV del Lavoro

Il business è POP!

Dpcm, al via le nuove restrizioni. Ecco cosa si rischia

Chi non avrà un valido motivo per circolare potrà incorrere in una sanzione da 280 euro che può arrivare a 560 in caso di recidiva. Rischia il carcere chi viola invece la quarantena

E’ entrato in vigore a mezzanotte il nuovo Dpcm che divide l’Italia in tre fasce di rischio con le relative misure per fronteggiare la seconda ondata del virus (leggi qui).

Bisogna essere preparati e fare molta attenzione perché le multe possono essere anche piuttosto salate e si può rischiare perfino il carcere. Chi non avrà un valido motivo per circolare nel coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e sarà sprovvisto di autocertificazione potrà infatti incorrere in una sanzione da 280 euro, che può arrivare a 560 in caso di recidiva. Per chi viola invece la quarantena nelle zone rosse è prevista la denuncia penale con l’arresto da tre a 18 mesi, a cui si aggiunge una multa che può andare da 500 a cinque mila euro.

Per quanto riguarda l’autocertificazione (scaricala qui), il modulo è lo stesso che era stato predisposto in occasione del Dpcm del 24 ottobre e già utilizzabile per le ordinanze in vigore nelle Regioni dove era stato stabilito il coprifuoco. Si tratta di un modello standard, che avranno a disposizione tutte le pattuglie delle forze di polizia, dove i cittadini dovranno indicare i motivi dello spostamento, Quelli legittimi sono gli stessi della prima pandemia: lavoro, salute e necessità. I controlli verranno fatti a campione e chi non riuscirà a dimostrare il motivo indicato nell’autocertificazione verrà denunciato.

Se nelle zone rosse negozi, bar e ristoranti dovranno rimanere chiusi totalmente, in quelle gialle potranno continuare a lavorare ma con delle regole precise. Saracinesche alzate dalle 05:00 alle 18:00, numero limitato di clienti all’interno, massimo quattro persone sedute al tavolo e obbligo di mascherina tranne quando si beve e si mangia. In caso di violazione delle norme le multe vanno da 280 euro a 560. I ristoratori rischiano anche la chiusura fino a cinque giorni.

Per quanto riguarda le raccomandazioni, come l’invito a muoversi il meno possibile, non è prevista nessuna sanzione perché non si viola nessuna norma.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

Ti potrebbe interessare anche:

Smart working: in un anno aumentata la produttività nel 57% delle aziende
Secondo la ricerca il lavoro da casa o ibrido aumenterebbe anche le …
Smart Axistance e-Well: l’app di telemedicina per i dipendenti delle imprese
A lanciare il progetto destinato alle imprese Enel X e il Policlinico …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: