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BTP Futura, al via la seconda emissione

Da oggi fino al 13 novembre parte il collocamento del nuovo titolo di Stato creato ad hoc dal Tesoro per finanziare le spese pandemiche. Avrà durata di 8 anni e tassi crescenti

Parte oggi la seconda emissione del BTP Futura, il titolo di Stato dedicato esclusivamente ai risparmiatori retail e che andrà a finanziare le nuove spese legate all’emergenza Covid. Il titolo sarà sottoscrivibile fino a venerdì 13 novembre, fatta salva la possibilità di chiusura anticipata dopo il terzo giorno.

Venerdì il Tesoro ha comunicato l’entità dei tassi cedolari minimi garantiti, pari allo 0,35% dal 1° al 3° anno, allo 0,60% dal 4° al 6° anno e all’1% dal 7° all’8° anno. I tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti. Inoltre, il tasso cedolare dei primi tre anni resterà invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti al rialzo solo i tassi successivi al primo.

Si profilano quindi tassi medi più bassi rispetto all prima emissione del BTP Futura che risale allo scorso luglio: in quell’occasione erano stati rispettivamente pari a 1,15% per i primi quattro anni, 1,30% per i successivi tre anni e 1,45% per i restanti tre anni di vita del titolo.

Rispetto alla prima emissione, il nuovo BTP futura avrà una durata inferiore (8 anni rispetto ai 10 anni di quello lanciato a luglio). Il titolo presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up).

E’ previsto un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito che potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia nel periodo di vita del titolo per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza.

Il collocamento avverrà direttamente sul mercato, attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana, per il tramite di due banche dealers: Intesa Sanpaolo ed Unicredit. Sarà dunque possibile recarsi in banca o alla posta o accedere direttamente online con l’home banking.

Il collocamento non prevede eventuali riparti, né sarà applicato alcun tetto massimo assicurando la completa soddisfazione degli ordini, salvo facoltà da parte del Ministero di chiudere anticipatamente l’emissione. L’eventuale chiusura anticipata non potrà comunque avvenire prima di mercoledì 11 novembre, garantendo dunque al risparmiatore almeno tre intere giornate di collocamento.

La prima emissione del BTP Futura si era conclusa con adesioni per un controvalore di poco superiore ai 6,1 miliardi, con un’accoglienza abbastanza fredda se si considera che il BTP Italia di maggio aveva visto adesioni retail per 14 miliardi. La partecipazione di investitori retail è stata prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 62% e 38%) e all’interno della quota sottoscritta da investitori retail circa il 69% ha inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l’ordine a distanza) e il restante 31% attraverso l’home banking.

Questa volta l’obiettivo del Tesoro è raccogliere più risorse possibili per finanziare l’emergenza Covid, ma non sarà facile convincere gli italiani a smuovere la montagna di liquidità che tengono parcheggiata sui conti correnti. Si tratta di un record di 1.682 miliardi di euro di risparmi immobilizzati sui conti correnti per l’incertezza legata al momento.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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