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Le contraddizioni del Ristori bis: sì ai sexy shop, no alle agenzie di viaggio

Comprese nel decreto anche le agenzie di escort

Le ombre all’interno del decreto Ristori bis ci sono e fanno discutere. Dopo l’annuncio del Governo che ha definito le categorie da risarcire per le chiusure imposte con il nuovo Dpcm volto a contenere la curva dei contagi, è emerso che nella nuova lista, che comprende sia le imprese interessate dai versamenti a fondo perduto sia quelle che si trovano nelle zone rosse e che quindi avranno diritto a un rimborso doppio in vista delle limitazioni più severe, ci sono diversi assenti.

Il buco più eclatante è rappresentato dalle agenzie di viaggio e dai tour operator, che non sono stati presi in considerazione dal Governo. Ma anche le agenzie matrimoniali e in generale i professionisti protestano. «Persino le agenzie di escort riceveranno il contributo previsto – sottolinea Serena Ranieri, presidente di Federmep, associazione del comparto matrimoni – non solo i sexy shop, ma anche la agenzie di accompagnatrici, equiparate ai fini fiscali alle agenzie matrimoniali».

Escluse anche le attività di calzature e accessori, abbigliamento in pelle, pellicce, cappelli, ombrelli, guanti e cravatte.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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