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Via libera da Bruxelles al contratto con Pfizer-Biontech

Lagarde: “La Bce proteggerà l’economia dalla seconda ondata”

Via libera al contratto con Pfizer e Biontech. La notizia era già stata data ieri (leggi qui) ma ora è arrivata la conferma ufficiale. Il collegio dei commissari dell’UE ha dato il suo ok affinché Bruxelles sottoscriva il contratto per il vaccino sviluppato dalle due case farmaceutiche. Un contratto che prevede, come sappiamo, la fornitura fino a 300 milioni di dosi. Ad annunciarlo è stato il Portavoce dell’Esecutivo comunitario, Eric Mamer.

E così si avvicina sempre di più la prospettiva che il vaccino arrivi presto anche in Italia, la cui prima tranche di dosi dovrebbe essere 27,2 milioni. Si parla di metà gennaio ed i primi fortunati saranno personale sanitario, forze dell’ordine e fasce fragili (guarda qui).

Intanto sul fronte economico arrivano le rassicurazione da parte della Banca centrale europea. «La seconda ondata di contagi porta nuove sfide rischi, ma il piano per gestirla resta lo stesso. La Bce c’è stata nella prima ondata e ci sarà nella seconda», ha ribadito la presidente Christine Lagarde, nel suo intervento di apertura del forum annuale di Sintra, tenuto quest’anno dall’istituzione in modalità (forzatamente) virtuale. «Siamo e restiamo totalmente impegnati a sostenere gli europei – ha continuato. – Perseguendo il nostro mandato, continueremo ad assicurare le condizioni finanziarie necessarie per proteggere l’economia dall’impatto della seconda ondata. Questa è una precondizione per stabilizzare gli aggregati di domanda e assicurare il ritorno dell’inflazione ai nostri obiettivi».

Ma in merito all’arrivo del vaccino frena gli entusiasmi. «Non fatevi troppe illusioni sul vaccino anti-Covid e soprattutto sull’effetto che il suo lancio avrà sui fondamentali dell’economia – ha avvisato. – Sebbene le ultime notizie appaiano incoraggianti, potremmo ancora far fronte a cicli periodici contrassegnati dall’accelerazione di nuovi contagi e dal lancio di misure di contenimento, fino a quando non si potrà parlare di una immunità diffusa. Di conseguenza, la ripresa potrebbe non essere lineare, ma instabile, a singhiozzo e comunque dipende dalla velocità di distribuzione del vaccino».

di: Maria Lucia PANUCCI

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