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Carbon capture, il cambiamento dell’industria del petrolio

I ceo di Eni, Bp e Total: “non si torna indietro”

Il 2020 ha profondamente trasformato molti settori dell’economia e del commercio, influendo notevolmente anche sul settore dell’industria petrolifera. Motore del cambiamento è il carbon capture and storage, ovvero la tecnologia che permette la cattura e lo stoccaggio del diossido di carbonio e consente di confinare l’anidride carbonica prodotta dai grandi impianti di combustione perché non venga immessa nell’ambiente.

I tre giganti dei combustibili fossili Eni, Bp e Total hanno annunciato nel 2020 di avere l’intenzione di avviare una trasformazione energetica dei rispettivi gruppi petroliferi, per andare incontro alle esigenze ambientali nel rispetto dell’emergenza climatica, per la quale l’industria fossile ha una grande responsabilità. La trasformazione porta all’utilizzo delle energie pulite, al declino dei combustibili fossili e all’abbattimento delle emissioni di CO2.

Più energia e meno carbonio” sembra essere il mantra perseguito da tutti i grandi gruppi, iniziando da Eni, a cui la Oil and Gas Authority britannica ha concesso la licenza per la realizzazione in Gran Bretagna di un progetto di cattura e stoccaggio di anidride carbonica che permette di catturare e separare la CO2 dalle altre emissioni e secondariamente di trasportarla e immagazzinarla all’interno di formazioni rocciose o in depositi esausti.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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