
Entrambi i Paesi chiedono di modificare il meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto. Ora la palla passa ai leader Ue nella video-conferenza di giovedì
L’approvazione del Recovery Fund è ancora tutto in salita. Polonia ed Ungheria sono passate dalle minacce ai fatti: hanno posto il veto bloccando il bilancio Ue 2021-2027 e il piano di ripresa dal Coronavirus. Entrambi i Paesi hanno opposto resistenza perché chiedono di modificare il meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto.
La mossa dei due Governi, largamente annunciata, è arrivata questo pomeriggio durante la riunione dei 27 ambasciatori Ue. La presidenza tedesca ha portato al tavolo l’esito dei difficili negoziati con il Parlamento, un braccio di ferro durato molto più del previsto, ma che si è concluso con un accordo su entrambi i fronti: gli eurodeputati si sono accontentati di 16 miliardi di euro in più per il bilancio. Quest’ultimo provvedimento è stato dunque sottoposto al voto dei rappresentanti dei governi e oggi ha ottenuto il via libera perché era sufficiente la maggioranza qualificata. Ma per l’ok al bilancio Ue e per approvare la decisione sulle risorse proprie, indispensabile per consentire alla Commissione di emettere debito, è necessaria l’unanimità. Che non c’è stata perché Ungheria e Polonia hanno messo il veto.
Il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, si è detto “deluso” per il mancato accordo. «Sollecito gli Stati membri ad assumere responsabilità politica e fare i passi necessari per finalizzare l’intero pacchetto del Bilancio Ue e Recovery – ha detto. – Non è una questione di ideologie, ma di aiuto ai nostri cittadini nella peggior crisi dalla Seconda guerra mondiale».
Ora la questione finirà sul tavolo dei leader Ue giovedì, giorno in cui è in programma una videoconferenza che era stata inizialmente decisa per discutere della seconda ondata della pandemia.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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