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Menarini, i fratelli Aleotti sono stati definitivamente assolti

La Cassazione conferma il verdetto della Corte di appello di Firenze. Si chiude così una vicenda giudiziaria iniziata nel 2009

Assolti. La Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e amministratori del gruppo farmaceutico Menarini, accusati di riciclaggio nell’ambito del processo ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Gli ermellini hanno confermato il verdetto della Corte di appello di Firenze come anche la restituzione dei soldi confiscati con la condanna in primo grado. Assolti anche gli altri imputati. «Dopo moltissimi anni dall’inizio di questa dolorosa vicenda i giudici hanno riconosciuto definitivamente l’estraneità di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti ai fatti a loro contestati – ha commentato un portavoce del gruppo. – I fratelli Aleotti, azionisti e membri del consiglio del Gruppo Menarini, potranno continuare a dedicarsi serenamente alla crescita dell’azienda, presente oggi in 140 paesi con più di 17.000 dipendenti».

La vicenda giudiziaria è iniziata infatti nel lontano 2009 dalla convinzione dei magistrati fiorentini che negli anni ‘80 e fino al 2010 gli Aleotti avessero fatto profitti gonfiando i prezzi dei farmaci a spese dei pazienti, che pagavano di tasca propria più del dovuto, e del Servizio Sanitario Nazionale, quando si trattava di medicine rimborsabili. Il tutto grazie anche a una serrata attività di pressione politica.

In primo grado Lucia Aleotti era sta condannata a 10 anni e 6 mesi e il fratello Alberto Giovanni a 7 anni e 6 mesi. Poi la Corte di appello aveva ribaltato la sentenza, assolvendo i vertici della casa farmaceutica e ordinando anche la restituzione di 700 milioni di euro, somma sequestrata a fini di confisca che era la parte restante, dopo condoni, scudi fiscali e altre sanatorie erariali degli 1,2 miliardi di euro che erano stati sequestrati ai due fratelli all’inizio dell’inchiesta. Denaro che secondo l’accusa sarebbe stato accumulato all’estero da Alberto Aleotti, padre degli imputati ed ex patron di Menarini, scomparso nel 2014.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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