
Il protocollo sanitario è pronto, manca l’okay del Governo
Il 23 novembre nel corso della Conferenza Stato-Regioni verrà definito il protocollo per il turismo invernale che dovrebbe disciplinare il mondo dello sci.
Il dubbio è se le piste sciistiche, quest’anno, potranno riaprire per la tanto attesa stagione invernale. Nelle Regioni dell’arco alpino questo evento è fondamentale per l’economia: l’indotto su tutta la filiera va dai 10 ai 12 miliardi di euro, ma se l’apertura fosse rinviata a dopo le festività per evitare assembramenti e problematiche sanitarie la perdita complessiva sarebbe del 70%. Un grave danno non solo per l’economia ma anche per la disoccupazione, con migliaia di persone che perderebbero l’impiego.
I protocolli sanitari per la ripartenza sono pronti e verranno presentati durante la Conferenza in attesa dell’okay del Governo.
Tra le misure previste, per quanto riguarda la zona rossa: le piste saranno aperte solo per sciatori professionisti, componenti di squadre nazionali, e comunque per sciatori di chiaro interesse nazionale.
Nella zona arancione gli impianti dovrebbero poter aprire nel periodo tra il 15 e il 18 dicembre, con il 50% della capienza massima per cabinovie e funivie, e il 100% per le seggiovie. Obbligatoria la mascherina su tutti gli impianti di risalita, e fortemente agevolato l’acquisto degli skipass sia stagionali che giornalieri in modo da evitare coda alle casse e assembramenti.
Ci sono poi alcune aperture straordinarie: in Val Gardena alcuni impianti potrebbero essere aperti già il 14 dicembre per consentire gli allenamenti nelle due gare veloci di Coppa del mondo che si terranno il 18 e il 19 sulla Saslong. In Val Badia e a Madonna di Campiglio in Trentino le gare saranno il 20, 21 e 22 dicembre, perciò l’apertura dovrebbe avvenire sempre intorno al 14 dicembre per gli allenamenti.
di: Micaela FERRARO
FOTO: AGI
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