
“Conte ci ripensi, sarebbe un suicidio”, dice il governatore del Veneto Zaia. Approvate le linee guida per ripartire in sicurezza
Addio alle vacanze sulla neve, almeno per quest’anno. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pare proprio che non voglia concedere alcuna autorizzazione alla riapertura. «Il rischio che si ripeta quanto successo in estate è troppo alto – ha spiegato. – Non si può permettere che Capodanno diventi come Ferragosto, ed è per questo che Palazzo Chigi sta studiando un’iniziativa a livello europeo per prevenire le vacanze sulla neve».
Le Regioni però hanno storto il naso e sono pronte a presentare un piano per salvare la stagione invernale. Il più agguerrito di tutti è il presidente del Veneto Luca Zaia che ha parlato di un vero e proprio “suicidio” se il Governo non allenta le misure. «Una stagione senza sci sarebbe un suicidio sul piano economico e sociale. Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremmo un coordinamento europeo perché pensare che altrove si può sciare mentre noi siamo chiusi è difficile da giustificare».
Ecco allora che proprio le Regioni hanno formulato un piano articolato per permettere la partenza della stagione sciistica ma senza mettere a rischio la salute delle persone. Intanto, le linee guida prevedono che solamente nelle Regioni della zona arancione o gialla sarà possibile aprire gli impianti, mentre in quelle dell’area rossa bisognerà aspettare tempi migliori. Bisognerà poi calcolare un numero di presenze massime giornaliere a seconda della capienza dell’impianto, che per le zone arancioni sarà ridotta al 50%, usare sempre la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza.
Ogni anno la stagione sciistica porta un indotto di circa tre miliardi di euro. Ovviamente quest’anno non ci si avvicinerà neppure lontanamente a questa cifra, tuttavia obiettivo delle Regioni è salvare il salvabile.
Ora però, come sempre, l’ultima parola spetta al Governo. Rimarrà sulle sue posizioni?
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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