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Case sempre più smart, tra personalizzazione e realtà aumentata

La ricerca di Oppo e Future Concept

Il concetto di casa è cambiato negli ultimi anni sulla scia della digitalizzazione ma anche di un diverso modo di vivere la socialità. Sempre più luogo in cui rifugiarsi, da attrezzare e personalizzare, e la pandemia globale ha spinto ancora di più in questa direzione, tanto che nel 2021 in Italia le persone frequenteranno per il 25% di più gli amici nella propria abitazione.

Il 36% degli italiani dice che non potrà rinunciare ad avere un accesso internet in casa e il 39% afferma che desidera avere un giardino: si evince l’idea di una casa aperta alle persone, iperconnessa e sempre più green. Così la smart home diventa un segmento di mercato dell’Internet of Things, con un incremento di valore del 40% dal 2018 al 2019: 530 milioni di euro.

Secondo quanto stabilito dalla ricerca di Oppo e Future Concept, il 20% degli italiani prevede di aumentare la spesa in prodotti tecnologici nel 2021, con una diffusione sempre più ampia di intrattenimento e approfondimento che porterà a un incremento del mercato digitale di 5,4 miliardi di euro. «Comprendere e anticipare gli scenari odierni e futuri che stanno interessando la fase del new normal è fondamentale – ha detto il general manager di Oppo Aed Italia, Li Ming – per un innovatore all’avanguardia, che lavora quotidianamente per comprendere come implementare la propria tecnologia e i propri prodotti e servizi perché essi possano migliorare concretamente la vita delle persone e la società».

Le tendenze che la ricerca mette in luce sono quattro: il Deep Living, ovvero il consumatore avverte l’esigenza di vivere esperienze sensoriali a 360 gradi che possano garantire la massima soddisfazione nel minor tempo possibile; la Virtuous Reality che si concentra sulla casa, con soluzioni all’avanguardia su elettrodomestici, oggetti e ambienti intelligenti per il cui controllo lo smartphone si rende protagonista assoluto; L’Extracting Sense, che fa riferimento alla diffusione sempre più ampia di «intrattenimento e approfondimento veicolato dalle tecnologie digitali più avanzate»; e infine la Trust Chains, ovvero la catena della fiducia, con l’affermazione dell’economia collaborativa che tramite nuove tecnologie e open innovation contribuisce alla produzione di valore sociale.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, l’economia collaborativa, il 73% delle grandi imprese italiane ha avviato iniziative di Open Innovation, e due terzi hanno attivato collaborazioni con startup o hanno in programma di farlo. Le principali azioni in questo campo sono le collaborazioni con le università e la startup intelligence.

di: Micaela FERRARO

FOTO: AGI

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