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La Bce vede nero: gli utili delle banche rimarranno deboli per tutto il 2021 a causa delle nuove restrizioni

“Attenzione al ritiro degli aiuti: Italia e Olanda i Paesi più esposti allo shock economico”

Gli utili delle banche rimarranno deboli per tutto il 2021, ostacolando il credito a economia reale. E’ quanto in sostanza si legge nel report sulla stabilità finanziaria stilato dalla Bce. «La debolezza continua della redditività potrebbe essere di ostacolo alla capacità delle banche di sostenere i prestiti all’economia reale nell’arco dei prossimi mesi, considerando anche che i tassi di interesse rimarranno bassi per un periodo significativo di tempo», spiega la nota.

Nell’ultimo report sulla stabilità finanziaria la Bce ha scritto di ritenere che la redditività delle banche dell’area euro non tornerà ai livelli precedenti la pandemia prima del 2022 ma ora le previsioni sono ancora più nere. «Con il recente balzo delle infezioni e le nuove misure di contenimento (in alcuni casi anche di lockdown), è probabile che le stime sulla redditività (del settore) verranno riviste al ribasso, anche per l’incertezza su quando un vaccino potrà essere effettivamente disponibile per una fetta più ampia della popolazione», avvisa il report.

Insomma le banche dell’area euro non se la passano bene ed è anche per questo che Francoforte ha deciso di congelare la distribuzione delle cedole, per incentivare il più possibile gli istituti a erogare in primis il credito all’economia reale, dunque alle famiglie e alle imprese. Esteso a tutto il 2020, il bando potrebbe però essere tolto a partire dal 2021, come ha lasciato intendere anche il vice presidente del board di vigilanza della Bce, Yves Mersch, in una intervista rilasciata al Financial Times.

Detto questo la Bce mette anche in guardia sul ritiro prematuro degli aiuti alle economie reali. In particolare, evidenzia Francoforte, i Paesi i cui aiuti contro la pandemia hanno puntato maggiormente sulle moratorie, sugli aiuti diretti e sul rinvio delle scadenze fiscali “sono più esposti a un ‘cliff effect’ nel 2021“, cioè allo shock che arriverebbe da un calo improvviso e amplificato delle misure di sostegno pubblico. E fra i Paesi più a rischio ci sono Italia e Olanda. Secondo la Bce in Italia, il venir meno sostanzialmente simultaneo di gran parte delle moratorie sui prestiti, degli schemi di cassa integrazione e degli aiuti diretti indicherebbe un calo sostanziale dei meccanismi di sostegno all’economia nel 2021“.

Francoforte riconosce comunque che per i Paesi il sentiero è strettissimo: da un lato c’è la necessità di sostenere l’economia, dall’altro incombe però il rischio di una esplosione del debito. «I meccanismi di aiuti dei Governi sono essenziali in questo momento, ma devono essere mirati a un sostegno circoscritto alla pandemia, evitando di creare problemi di sostenibilità del debito nel medio termine», scrive il vicepresidente Luis De Guindos nell’introduzione al Rapporto. E avverte: «Nonostante la ripresa estiva e la prospettiva di vaccinazione siano fonte d’ottimismo, la strada è ancora lunga e le autorità dovranno prendere decisioni difficili se estendere, e in che modo farlo, gli interventi e alla fine su come gestire il debito che questi creano».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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