
Le richieste avanzate dai governatori per evitare la concorrenza degli Stati europei. Ancora nulla di fatto sugli spostamenti tra Regioni, la Lombardia rossa fino al tre dicembre
Durante la videoconferenza Stato-Regioni i governatori italiani hanno affrontato i temi più caldi del momento in tema coronavirus: la riapertura delle scuole e la chiusura delle frontiere per evitare la concorrenza dei Paesi europei pronti alla riapertura delle piste da sci.
Il Governo infatti ha confermato che per sciare si dovrà aspettare almeno la fine delle feste di Natale, entro un mese o un mese e mezzo: «i ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire – ha assicurato il ministro Boccia alle Regioni – ma la sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto. Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza». Una scelta condivisa dalla Germania ma apparentemente non dall’Austria, da cui l’incertezza circa gli impianti sciistici nostrani che rischiano di subire una concorrenza sleale.
Altro nodo focale dell’incontro di oggi è stato quello sulla scuola: «le Regioni unanimi hanno ritenuto di suggerire al Governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza», spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. I motivi sono l’assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi e di un servizio pubblico che prevede capienza al 50% e che andrebbe ritoccato.
Il ministro Boccia è intervenuto anche sulla messa di Natale: «seguire la messa due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia – ha detto, riferendosi alle chiusure e al coprifuoco natalizio – eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici e della gente che soffre».
Restano molti punti oscuri sul Dpcm di Natale: gli orari di apertura delle attività commerciali il nodo della ristorazione. Inoltre è molto atteso l’annuncio sugli spostamenti tra Regioni in modo da raggiungere i parenti: l’orientamento prevalente del Governo al momento sembrerebbe essere rigoroso, con il divieto totale, a prescindere dalle colorazioni, eventualmente con qualche deroga. Domani torneranno a riunirsi i capi delegazione di maggioranza, e potrebbero esserci anche Cts e Istituto superiore di sanità. A seguito saranno riconvocate le Regioni.
Intanto la Lombardia resta rossa fino al 3 dicembre.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
Ti potrebbe interessare anche: