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Avvio cauto per Piazza Affari e le Borse europee dopo il rally di novembre

Le borse asiatiche sono negative nonostante i buoni dati macro di Giappone e Cina. Da seguire l’inflazione di Spagna, Italia e Germania

Le Borse europee aprono in ribasso nella prima seduta della settimana, dopo i forti guadagni registrati nel mese di novembre in scia alle positive notizie sui vaccini. Nei primi minuti di scambi prevalgono i segni negativi, con il Dax di Francoforte che cede lo 0,49%, mentre Il Cac40 e il Ftse 100 lasciano sul parterre rispettivamente lo 0,72% e lo 0,42%.

Anche Piazza Affari viaggia in ribasso con l’indice Ftse Mib che scivola di circa lo 0,7% in area 22.120 punti. Tra i titoli del paniere principale, giù UniCredit con un -4%. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, nel fine settimana si sarebbe tenuto un incontro fra i membri del board per affrontare temi di governance, in vista del Cda di mercoledì che dovrebbe dare inizio al processo per formalizzare la lista dei consiglieri che sarà proposta per il rinnovo all’assemblea di aprile. Sul fronte degli acquisti, invece, si mette in evidenza DiaSorin con un rialzo di circa il 2%.

L’Asia chiude negativa: il Nikkei segna -0,79%, Shanghai -0,38% e Hong Kong -1,75%, nonostante i nuovi dati macro di Cina e Giappone che segnalano un recupero per le due economie asiatiche dallo shock del Covid. Sul fronte macro infatti in Giappone le vendite retail di ottobre sono salite del 6,4% su base annua invertendo la tendenza del mese precedente (-8,7%). In Cina il pmi manifatturiero di novembre è cresciuto a 52,1 da 51,4 punti di ottobre oltre le attese del consenso di 51,5 punti, il pmi non manifatturiero è salito a 56,4 punti da 66,2 del mese precedente.

Nel valutario l’euro si avvicina a 1,20 sul dollaro: il cross euro/dollaro è a 1,197, +0,07%, il dollaro/yen a 103,89, -0,173% e il cambio sterlina/dollaro viaggia a 1,335, +0,25%. Tra le commodities il petrolio Wti scende del 2,22% a 44,52 dollari al barile, il Brent cede  il 2,45% a 47 dollari al barile. L’oro quota 1.773 dollari l’oncia in calo dello 0,60%.

In agenda oggi è da seguire il discorso della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e i dati preliminari sull’inflazione di Spagna, Italia e Germania.

di: Maria Lucia PANUCCI

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