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Le Borse europee e Piazza Affari aprono in rialzo

Focus sulla riunione dell’Opec+ che potrebbe impattare sui prezzi del petrolio e sui dati macro che vengono dall’Eurozona

Apertura in rialzo per le Borse europee. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostox 50 sale di mezzo punto percentuale. A Francoforte il Dax guadagna lo 0,60%, a Parigi il Cac40 avanza dello 0,54% e a Londra l’indice FTse100 segna un +0,66%.

Anche Piazza Affari viaggia bene con l’indice Ftse Mib che segna una crescita dello 0,36% a 22.139 punti, proseguendo i guadagni di novembre. Tra i titoli spicca Intesa Sanpaolo con un rialzo di circa il 2,6% seguita da Unipol ed Eni che salgono di circa il 2%. Da monitorare anche Fca (+1,10%): stasera verranno diffusi i dati delle immatricolazioni in Italia nel mese di novembre. Sul fondo del listino resta invece UniCredit (-5,7% circa) in scia alla decisione di Jean-Pierre Mustier di lasciare la sua carica di ceo alla fine del suo mandato, ovvero ad aprile dell’anno prossimo (ne abbiamo parlato qui)

A sostenere i mercati sono le speranze di un vaccino contro il Covid e la prospettiva di un ulteriore sostegno da parte delle banche centrali ma l’attenzione degli investitori rimane ovviamente focalizzata sugli sviluppi del Covid-19 nel mondo: solo negli Usa sono stati registrati, dall’inizio della pandemia, oltre 13 milioni di casi e 266 mila decessi. Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha detto che verranno implementate misure ospedaliere d’emergenza se i casi continueranno a salire. 

I listini asiatici chiudono bene, dopo che l’indice Pmi manifatturiero Caixin/Markit di novembre ha mostrato per l’economia cinese un valore di 54,9, la lettura più alta degli ultimi dieci anni, sintomo di espansione netta. Shanghai corre a +1,73%, seguita da Tokyo a +1,34% e Hong Kong a +1,01%.

Il petrolio è in calo nei due principali indici di riferimento: il Wti perde il -0,82% a 44,97 dollari al barile, il Brent fa -0,79% a 47,50. Oggi i Paesi produttori riuniti nell’Opec si incontreranno insieme ai produttori che non fanno parte dell’organizzazione, all’interno dell’alleanza che viene conosciuta come Opec+, per discutere la politica di offerta della materia prima per il prossimo anno. Qualsiasi decisione, secondo fonti Reuters, dovrebbe essere ritardata fino a giovedì, dal momento che gli alleati sono in forte disaccordo su quanto greggio dovrebbero estrarre in presenza di una domanda debole. Terminando il quadro delle commodities, l’oro guadagna il +0,38% a circa 1.788 dollari l’oncia. Il dollaro è debole rispetto ai principali concorrenti europei. L’euro guadagna il +0,24% sul biglietto verde a 1,1956, mentre il pound britannico si rafforza sulla divisa americana a +0,31% e 1,3362. Il dollaro si apprezza invece lievemente sullo yen giapponese, scambiando a +0,07% e 104,34. 

Attenzione all’indice Pmi manifatturiero di Spagna, Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna ed Eurozona relativo a novembre, in uscita questa mattina, e all’indice Ism manifatturiero degli Stati Uniti, previsto nel pomeriggio.

di: Maria Lucia PANUCCI

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