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Avvio misto per le Borse europee dopo i primi problemi per Pfizer. Piazza Affari parte bene

Dimezzata la produzione di vaccini per questo fine anno a causa di problemi alla catena di approvvigionamento. Stasera l’Italia al vaglio di Fitch

E’ ancora una partenza cauta per le Borse europee che si avviano a concludere la prima settimana di dicembre con un passo meno brillante rispetto all’andamento molto positivo di novembre. Nei primi minuti di scambi segni positivi, con moderati rialzi, per il Ftse 100 e il Cac40 che guadagnano rispettivamente lo 0,54% e lo 0,34%, mentre il Dax di Francoforte arretra dello 0,03%.

Piazza Affari apre invece in positivo con l’indice principale della Borsa di Milano che sale dello 0,4% in area 21.100 punti. Tra i titoli da monitorare spicca Leonardo che dopo il +3% di ieri, oggi sale ancora in testa al Ftse Mib con un balzo di quasi quattro punti percentuali. La seguono gli energetici, con Saipem ed Eni in rialzo rispettivamente del 3,5% e il 2%. Sul fronte opposto scivola sul fondo del paniere Banco Bpm con un ribasso dello 0,9%, dopo il balzo vicino al 2% di ieri. Debole anche Moncler (-0,7%) che si prende una pausa dopo la corsa di ieri.

Ieri sera Pfizer ha però affermato che a causa di problemi nella catena di approvvigionamento pensa di poter consegnare la metà dei vaccini che aveva pianificato per quest’anno (100 milioni di dosi, la maggior parte agli Usa) e che devono essere conservati alla temperatura di 70 gradi sotto zero.

La notizia sul rallentamento dei piani di produzione ha frenato sul finale Wall Street ieri con il Nasdaq (+0,23%) e Dow Jones (+0,29%) che hanno comunque toccato un nuovo massimo storico, sulla scia del calo dei sussidi settimanali di disoccupazione mentre l’S&P è sceso leggermente, dopo aver chiuso sui massimi per le due sedute precedenti. Il titolo Pfizer chiuso in ribasso dell’1,74% a 40,09 dollari. Sul 2021 il gruppo conta di recuperare il gap producendo 1,3 miliardi di dosi. 

L’Asia è mista con il Nikkei che chiude a -0,22%, Shanghai che fa -0,03% e Hong Kong +0,19%.

Nel valutario l’euro resta sui massimi da circa due anni e mezzo nei confronti del biglietto verde. Il cambio euro/dollaro è a 1,215, +0,1%, il dollaro/yen è a 103,87, +0,04% e il cross sterlina/dollaro è a 1,346, +0,07%. Tra le commodities i prezzi del petrolio sono in rialzo dopo il compromesso raggiunto tra i paesi Opec e la Russia che limiterà gli aumenti mensili della produzione a 500 mila barili al giorno. L’accordo per gennaio, che sarà rivisto su base mensile, ha spinto al rialzo le quotazioni petrolifere con il Brent che sale dell’1,75% a 49,66 dollari al barile ed il Wti in progresso dell’1,51% a 46,34 dollari al barile. L’oro tratta a 1.844 dollari l’oncia, +0,19%.

Tra i dati macroeconomici, in Germania gli ordini all’industria tedesca di ottobre sono saliti del +2,9% su base mensile, oltre il mese precedente (+0,5%) e battendo anche il consenso (+0,8%). Il rialzo è stato del +1,8% su base annua. Poi l’Italia pubblicherà le vendite al dettaglio sempre del mese di ottobre. A seguire gli Usa renderanno noti il tasso di disoccupazione, le paghe del settore non agricolo e la retribuzione media oraria di novembre, gli ordini all’industria di ottobre.

C’è inoltre attesa per Fitch che stasera a mercati chiusi comunicherà l’aggiornamento del rating sul debito sovrano dell’Italia (attualmente a BBB-, outlook stabile), mentre Dbrs si pronuncerà su quello della Germania.

di: Maria Lucia PANUCCI

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