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Dpcm, aperti i punti vendita di fiori: salvate migliaia di Stelle di Natale

Piante, fiori, bulbi, semi e fertilizzanti possono essere venduti sia negli store sia come vendita ambulante senza limitazioni

Il colore delle Regioni non influenza la vendita delle Stelle di Natale, né di nessun altro tipo di pianta: una fortuna perché, altrimenti, 10 milioni di Stelle rischiavano di finire al macero.

Con l’ultimo Dpcm (puoi leggerne il contenuto qui), il Governo ha disciplinato la possibilità di vendere piante e fiori nei centri commerciali e nei mercati anche durante il fine settimana, che rimane il momento in cui si fanno, abitualmente, più acquisti. Valutazione positiva della Coldiretti, che vede nella precisazione un modo per tutelare il settore florovivaistico, colpito come tutti dalle restrizioni dovute al coronavirus.

«Lo sblocco delle vendite nel fine settimana delle Stelle di Natale salva anche ciclamini e tutte le altre tipologie di piante in vaso e di fiori recisi – ha spiegato il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi – ringrazio i ministri Bellanova e Speranza e il presidente Conte, che hanno risposto alle richieste per un comparto che ha già pagato una perdita media di oltre il 59,5% del fatturato dell’emergenza covid con i limiti a matrimoni, eventi e cerimonie».

In Toscana, il settore florovivaistico conta 3.500 imprese e migliaia di lavoratori, che si sono trovati disoccupati nel momento in cui sono saltati gli eventi principali per la vendita, sono state bloccate le operazioni di export a causa dei fermi ai confini e alle dogane, e che hanno avuto problemi anche a causa dei ritardi e della difficoltà nei trasporti.

Con il nuovo Dpcm, perciò, si afferma con chiarezza che è possibile tenere aperti gli spazi dedicati a piante e fiori anche all’interno di centri commerciali, supermercati e ipermercati, che antecedentemente erano stati chiusi. Aperture valide sia nelle zone gialle sia in quelle arancioni e rosse. «Dobbiamo essere capaci di affrontare le sfide che l’Europa ci pone in termini di salute ambientale e occupazione e di opportunità – ha spiegato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – piantare nuovi alberi e potenziare la disponibilità di verde significa anche risparmio energetico, maggiore qualità di vita e contrasto ai cambiamenti climatici, per un mondo migliore alle nuove generazioni».

Coldiretti sottolinea che il florovivaismo è un settore strategico del made-in-Italy non solo per l’economia del Paese ma anche per il miglioramento della vita nelle abitazioni e nelle aree urbane.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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