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Industria dei media, i trend che la cambieranno per sempre

Le previsioni di Kantar per l’anno 2021, tra scomparsa dei cookies e crescita degli analytics

Con il nuovo report Media Trends and Predictions 2021, la società di ricerche di mercato britannica Kantar Group Ltd ha analizzato i trend di mercato che potrebbero portare a un cambiamento radicale nell’industria dei media nei prossimi 12 mesi.

Si tratta di un’evoluzione che non solo è già iniziata, ma che ha anche subito un boom decennale nell’ambito di poche settimane, a causa della pandemia e dell’utilizzo massiccio che si è fatto di strumenti tecnologici prima, tutto sommato, ancora poco utilizzati, per esempio le piattaforme video on demand, le applicazioni per le videocall, e le inserzioni pubblicitarie sui social media.

Secondo Kantar la prima cosa a cambiare radicalmente sarà proprio il pubblico. I comportamenti dei consumatori si sono già trasformati molto in questo complesso 2020, ed è difficile pensare che ci sarà un ritorno alla “vecchia” normalità, pertanto bisogna considerare il fatto che monetizzare l’audience su internet potrebbe essere il futuro. L’eCommerce renderà sempre più importante e richiesta la figura dell’influencer, la nuova frontiera della pubblicità, che potrebbe essere l’anello mancante per la creazione di un vero canale omnichannel tra negozi fisici e virtuali. Pertanto gli investimenti nei social media dovranno crescere, e cresceranno, con la creatività quale skill da sviluppare sempre di più e sempre meglio.

Cambierà anche il mondo dello streaming, sempre più competitivo, e aumenteranno le piattaforme che consentono il co-watching, per guardare insieme film a distanza e sentirsi vicini anche se lontani.

Si diffonderanno gli analytics, la raccolta dei dati si farà sempre più importante per ottimizzare gli investimenti: gli investimenti pubblicitari basati su questa tipologia di dato rimarranno fondamentali e usciranno di scena i cookies.

Infine, ci sarà una maggiore democratizzazione dei dati dei media, che saranno utilizzati e condivisi in modo più sistematico all’interno delle organizzazioni per agevolare il lavoro dei professionisti del settore.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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