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Avvio debole per Piazza Affari e le Borse europee

Prevale la cautela in Europa per via dello stallo sulle trattative commerciali con il Regno Unito per il post Brexit. Attenzione anche all’evoluzione dei vaccini

Partenza debole per le Borse europee in quest’ultima seduta della settimana. Nei primi istanti di contrattazioni prevalgono i segni negativi in Europa, con l’indice Ftse 100 che cede lo 0,29% mentre il Cac40 e il Dax lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,36% e lo 0,34%.

E’ cauta anche Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna un -0,3% in area 21.830 punti. Tra i titoli del paniere principale fanno male soprattutto Leonardo e Stmicroelectronics che scivolano sul fondo del Ftse Mib rispettivamente con un ribasso del 2,5% e dell’1,5%. Debole anche Ferrari (-0,9%) dopo l’annuncio a sorpresa dell’amministratore delegato Louis Camilleri che ha deciso per motivi personali di rassegnare le dimissioni e lasciare la guida della casa di Maranello con effetto immediato (guarda qui). Sul fronte opposto invece si distingue Amplifon con un +1%, seguita da Inwit con un +0,8%.

Dopo la cautela di ieri a Wall Street stamattina i future azionari si muovono in rosso (Dow Jones -0,05%, S&P -0,10% e Nasda -0,26%). Prevalgono i segni meno anche sulle borse asiatiche: sul finale di seduta Tokyo fa -0,39%, Shanghai -1,34% e Hong Kong +0,17%.

Domina dunque la prudenza nonostante Pfizer-Biontech abbiano nelle scorse ore ottenuto il primo via libera non vincolante del comitato tecnico di esperti della Fda Usa al loro vaccino anti-Covid, un atto che spiana la strada al via libera definitivo da parte dell’ente americano che dovrebbe avvenire nel weekend. Nel frattempo però Sanofi  e Gsk hanno annunciato ritardi dichiarando che il loro vaccino contro il Covid-19 non sarà pronto fino alla fine del 2021, dopo i risultati meno buoni del previsto emersi dai primi studi clinici, mentre inizialmente speravano di presentare una richiesta di approvazione nella prima metà del 2021 e consegnare un miliardo di dosi nello stesso anno.

In Europa continua a preoccupare la questione della Brexit. I colloqui tra il premier Boris Johnson e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen proseguiranno fino a domenica alla ricerca di un accordo dell’ultimo minuto. Tuttavia, Johnson ha avvertito che il Regno Unito deve prepararsi alla prospettiva di una uscita senza intesa (ne abbiamo parlato qui).

Prosegue intanto il Consiglio Europeo dove sarà presente oggi anche la presidente della Bce, Christine Lagarde. Ieri il summit ha trovat l’accordo sul bilancio Ue 2021-2027 e sul pacchetto del Recovery Fund (guarda qui).

Nel valutario l’euro/dollaro è a 1,216, +0,17%, il dollaro/yen tratta a 104,04, -0,154% e il cross sterlina/dollaro quota 1,332, +0,22%. Tra le commodities, il petrolio Wti guadagna lo 0,43% a 46,98 dollari al barile e il Brent sale dello 0,26% restando oltre 50 dollari al barile (50,38 dollari), ai massimi da marzo. L’oro fa +0,136% a 1.839 dollari l’oncia.

A livello macro, in mattinata in primo piano la produzione industriale e il tasso di disoccupazione trimestrale per l’Italia. Negli Stati Uniti si guarda, invece, ai prezzi alla produzione e al dato preliminare di dicembre relativo alla fiducia calcolata dall’Università del Michigan.

di: Maria Lucia PANUCCI

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