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Avvio in rosso per Piazza Affari e le Borse europee

Il peggioramento dell’epidemia oscura l’accordo sul pacchetto da 900 miliardi di aiuti per le famiglie e le imprese americane

Avvio di settimana in rosso per le principali Borse europee. Nei primi minuti di scambi regnano le vendite, con il Cac40 che cede circa il 2,77% e il Dax che indietreggia del 2,24%, giù di circa il 2% il listino inglese Ftse 100.

Anche Piazza Affari apre in deciso ribasso con l’indice Ftse Mib che cede oltre due punti percentuali muovendosi in area 21.500 punti. Trai i titoli del paniere principale sprofonda Telecom Italia che apre con un ribasso di quasi 7 punti percentuali. Male anche Leonardo in ribasso di oltre il 6% e Saipem in calo del 5%. Unico titoli con segno positivo è DiaSorin che segna un +1,5%, proseguendo gli acquisti di venerdì scorso.

Sui mercati tornano con forza i timori legati all’evoluzione della pandemia di Coronavirus e in particolar modo si teme una terza ondata. Spaventa anche la variante Covid rinvenuta nel Regno Unito che ha costretto l’Europa, Italia inclusa, a sospendere i voli con il Paese. Le autorità sanitarie UK hanno avvertito che la variante Covid è “fuori controllo“, al punto da far raddoppiare il numero dei contagi nel Paese nell’arco di una settimana (leggi qui).

Mentre l’Europa è nel panico, buone notizie arrivano dall’America dove finalmente è stato raggiunto l’accordo tra repubblicani e democratici sul pacchetto di aiuti dal 900 miliardi di dollari a sostegno dell’economia messa in crisi dal Covid-19, oltre all’ok sabato scorso da parte delle autorità Usa al vaccino di Moderna, il secondo ad arrivare sul mercato a stretto giro dopo quello della Pfizer (ne abbiamo parlato qui).

Misti i listini asiatici (Nikkei -0,18%, Shanghai +0,77%, Hang Seng -0,28%), con gli investitori preoccupati per la nuova ondata di pandemia in alcune zone come Giappone e Corea del Sud dove i casi hanno toccati nuovi record ieri (a Tokyo gli ammalati hanno raggiunto 10 mila da inizio mese), mentre come previsto la banca centrale cinese ha mantenuto invariato il principale riferimento sul costo del danaro a uno e cinque anni.

Nel valutario l’euro-dollaro è a 1,219, -0,53%, il dollaro/yen a 103,42, +0,11% e il cross sterlina/dollaro viaggia a 1,336, -1,22%. Tra le commodities, il petrolio cede attorno al 3%: il Wti perde il 2,65% a 47,8 dollari al barile e il Brent da -3% a 50,69 dollari al barile. Sulla scia delle preoccupazioni per la variante del virus l’oro è tornato sopra quota 1.900 dollari e al momento tratta a 1.901 dollari l’oncia in rialzo dell’1,12%.

A livello macro, tra gli appuntamenti macro da monitorare, c’è il Chicago Fed National Activity Index di novembre negli Usa e la lettura flash per il mese di dicembre della fiducia dei consumatori nella zona euro.

di: Maria Lucia PANUCCI

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