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Banche, Cattolica contro Banco Bpm: “Pronti a chiedere 500 milioni di danni sulla jv bancassicurativa”

Per la compagnia assicurativa la call option esercitata da Banco BPM sulle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni è priva di ogni fondamento

Cattolica è sul piede di guerra e si prepara alla battaglia contro Banco Bpm. La compagnia veronese infatti sarebbe pronta a chiedere 500 milioni di danni a Banco Bpm per aver sciolto la joint venture sulla bancassicurativa Vera Vita e Vera Assicurazioni. È quanto si legge in una dura lettera inviata ai vertici dell’Istituto. «La call option da voi esercitata – scrive Cattolicaè priva di ogni fondamento e, come tale, è ritenuta dalla scrivente società priva di qualsivoglia effetto giuridico».

Alla base della contestazione il motivo stesso della call che, secondo quanto annunciato da Banco Bpm, sarebbe l’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica. «È peraltro curioso – si legge ancora nella lettera – che voi definiate fin d’ora Assicurazioni Generali come azionista di maggioranza, tenuto conto che Cattolica è società cooperativa. Peraltro, dobbiamo significarvi specificamente che ritenere Assicurazioni Generali socio di controllo di Cattolica in quanto questa si è già trasformata in spa fa venir meno alla radice la vostra pretesa di esercitare la call option contrattuale in quanto proprio il contratto tra noi intercorso dispone che la call non può essere esercitata ove vi sia una trasformazione di Cattolica appunto in spa». In sostanza, secondo la compagnia assicurativa veronese, la trasformazione in spa, che avverrà ad aprile, fa decadere la clausola del cambio di controllo alla quale Banco Bpm si è appellata per rilevare la quota delle società di bancassurance.

Ora, secondo quanto riportano i quotidiani, Cattolica avrebbe dato alla banca un ultimatum di 7 giorni per rivedere le proprie posizioni o per fornire un riscontro adeguato delle decisioni prese. In caso contrario è disposta a chiedere, oltre ai circa 340 milioni di valore dei fondi propri delle joint venture, ulteriori 500 milioni di danni all’immagine.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA-AUTORE: DANIELE MASCOLO

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