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Usa, Trump non si arrende e chiede al segretario di Stato della Georgia di ricalcolare i voti

Il Washington Post è entrato in possesso dell’audio di una telefonata nella quale il presidente uscente gli ha chiesto di trovare gli 11.799 voti che consentirebbero di ribaltare il risultato

A Donald Trump proprio non va giù l’idea di essere stato sconfitto da Joe Biden e di non essere stato confermato come il presidente degli Stati Uniti. A pochi giorni dal giuramento e dall’entrata in carica del suo avversario democratico, che avverrà il prossimo 20 gennaio, Trump avrebbe infatti chiesto al segretario di stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, di “trovare” abbastanza voti per ribaltare l’esito delle elezioni dello scorso 3 novembre. E’ quanto emerge da un audio pubblicato dal Washington Post relativo ad una telefonata di un’ora tra Trump e Raffensperger.

Durante la conversazione il presidente uscente avrebbe minacciato il segretario di Stato della Georgia con imprecisate conseguenze penali se non avesse soddisfatto la sua richiesta, affermando che stava correndo un ”grosso rischio”.  «Tutto quello che voglio fare è questo – dice Trump. – Voglio solo trovare 11.789 voti, che sono molto più di quelli che abbiamo. Perché abbiamo vinto lo Stato».

Ma Raffensperger non si è lasciato intimorire ed ha respinto le richieste, spiegando che la vittoria del presidente eletto Joe Biden in Georgia “è giusta ed accurata“. Ma Trump incalza. «I cittadini della Georgia sono arrabbiati, i cittadini del Paese sono arrabbiati. Non c’è niente di sbagliato nel dire che avete ricalcolato».

Secondo il Washington Post Trump ha sostenuto durante la telefonata di aver vinto la Georgia con mezzo milione di voti di vantaggio, che migliaia di morti hanno votato, che gli scrutatori di Atlanta hanno contato tre volte 18 mila schede contraffatte a favore di Biden e altre tesi finora non ritenute fondate dai tribunali. Raffensperger ha replicato che si tratta di notizie senza fondamento che circolano sui social media dove “chiunque può dire di tutto“, per poi essere apostrofato da Trump come “bambino“, “incompetente” e “scemo“.

La telefonata tra i due è avvenuta quattro giorni prima della sessione del Congresso che ratificherà la vittoria alle presidenziali assegnata dal collegio elettorale a Joe Biden. 11 senatori repubblicani, contravvenendo alle indicazioni del leader della maggioranza in Senato, Mitch McConnell, hanno annunciato che contesteranno il risultato.

Intanto contro Trump si è scagliato duramente l’ex speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Paul Ryan che ha detto: «I tentativi di rifiutare i voti del Collegio elettorale e mettere in dubbio la vittoria di Joe Biden colpisce la nostra Repubblica nei suoi fondamenti. E’ difficile concepire un atto più anti-democratico e anti-conservatore di un intervento federale per ribaltare i risultati di elezioni certificati da uno Stato e privare il diritto di milioni di americani. La campagna di Trump ha avuto ampia opportunità di mettere in dubbio i risultati delle elezioni e quei tentativi sono falliti per mancanza di evidenza. Il processo legale si è esaurito e i risultati sono stati confermati. Neppure il Dipartimento di giustizia ha trovato basi per ribaltare il risultato. Se gli Stati vogliono riformare i loro processi per le future elezioni, è una loro prerogativa. Ma la vittoria di Joe Biden è totalmente legittima».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ASKANEWS

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