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Partite Iva, tutte le novità nella Manovra 2021

Dall’introduzione dell’Iscro alla semplificazione fiscale

La legge di Bilancio 2021 approvata prima della fine dell’anno dal Parlamento (leggi qui) prevede diverse novità per i titolari di partita Iva. Tra le più chiacchierate c’è l’introduzione dell’Iscro, la cassa integrazione per i lavoratori autonomi e i professionisti, che prevede un assegno tra minimo 250 e massimo 800 euro al mese per 6 mesi, ed è destinata a coloro che hanno partite Iva aperte da almeno quattro anni (ne abbiamo parlato qui).

Tra le altre novità invece molte sono dirette alla semplificazione fiscale per le imprese: come l’allineamento dei termini per le liquidazioni Iva e l’annotazione delle fatture nei registri in favore delle imprese minori dal 2021. Le novità potranno essere applicate alle p.I. con volume d’affari fino a 400 mila euro in caso di prestazioni di servizi e 700 mila euro in caso di altre attività.

Cambia anche l’utilizzo del Sistema di Interscambio, che avrà il compito di raccogliere i dati delle fatture estere con diversi termini. In particolare, per l’emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi, per le operazioni svolte nei confronti di soggetti esteri, oppure nel caso di dati relativi ad operazioni ricevute da soggetti esteri, la scadenza è il 15 del mese successivo a quello di ricevimento dei documenti relativi all’operazione.

Per quanto riguarda l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, la legge di Bilancio prevede che entrambe le parti dell’operazione siano responsabili per il pagamento della somma dovuta, anche nel caso di emissione della fattura da parte di un soggetto diverso.

Infine, le sanzioni: per coloro che non memorizzeranno o trasmetteranno regolarmente i dati dello scontrino elettronico, la multa sarà pari al 90% dell’imposta. Se si verificasse un malfunzionamento che non venisse segnalato, è prevista una sanzione il cui importo può variare da 250 a duemila euro. L’omessa installazione invece verà multata con importo da mille a quattromila euro. La sanzione per manomissioni o alterazioni va da tremila a 12 mila euro.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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