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Recovery Plan, la nuova bozza approda stasera in Cdm. Più fondi per scuola e digitale

Il valore sale a 310 miliardi. Tra le riforme anche il taglio Irpef, investimenti nella giustizia e nellʼistruzione

Il Recovery Plan sta per vedere finalmente la luce. Ieri sera il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha consegnato la nuova bozza che sarà all’esame del Consiglio dei ministri fissato per questa sera a partire dalle 21.30. Un piano che presenta numeri importanti: 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e quattro tabelle. Il documento promette di spendere subito, nel 2021, 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i due importanti capitoli di istruzione e digitale.

Il piano prevede per il settore sanitario quasi 20 miliardi di risorse, 19,72 per l’esattezza, mentre il primo capitolo rimane quello della rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,9 miliardi. Sono previsti poi 46,18 miliardi per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 28,46 miliardi per l’istruzione e la ricerca; 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione. In totale sono 222,9 miliardi. A questi vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021-26. Il totale sale così 310 miliardi. Una massa enorme dalla quale il Governo si aspetta una “svolta per l’Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti” per un Paese che intende essere “protagonista del rinascimento europeo“. Tre sono gli assi strategici del progetto: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, ma tre sono alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il Governo intende porre l’attenzione: le donne, i giovani, il Sud.

Rimane il problema della governance. Nel testo solo poche righe. «Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano – si legge – presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa». Viene invece indicato il contesto nel quale il Governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita. Il Pnrr verrà accompagnato da una serie di riforme per “rafforzare l’ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti“. In particolare la riforma della giustizia e quella dell’Irpef con “la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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