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Sport, la riforma degli enti sportivi porterà 103,7 mln di entrate statali in più nel 2021

Tridico: “l’avanzo si ridurrà a 21,6 mln nel 2022, risalirà a 36,5 mln nel 2023 per poi tornare a scendere stabilmente sotto i 30 mln negli anni successivi e, infine, attestarsi a 28,2 mln nel 2030”

Lo schema di decreto legislativo n. 230, relativo alla nuova disciplina sugli enti sportivi professionistici e dilettantistici, porterà nuove entrate statali per 103,7 milioni di euro nel 2021. Lo ha riferito il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso di un’audizione al Senato.

L’avanzo si ridurrà a 21,6 milioni nel 2022, risalirà a 36,5 milioni nel 2023 per poi tornare a scendere stabilmente sotto i 30 negli anni successivi e, infine, attestarsi a 28,2 mln nel 2030. Gli oneri complessivi andranno ad aumentare per attestarsi a 106,5 mln nel 2030.

In particolare lo schema di decreto legisaltivo n. 230 individua un’unica gestione previdenziale di riferimento per i rapporti di lavoro subordinato per gli sportivi dilettanti e professionisti (fondo pensioni sportivi) e l’ampliamento delle tutele. 

Le platee di lavoratori interessati sono divisi in tre gruppi. Il primo riguarda i lavoratori sportivi attualmente già iscritti al fondo pensione sportivi professionisti che dal 2021 verseranno i contributi per l’assicurazione economica di malattia e di maternità, per l’assegno al nucleo familiare e per l’assicurazione sociale per l’impiego (Naspi). Si tratta di 8 mila iscritti con una retribuzione media imponibile prevista di 39.300 euro nel 2021.

Il secondo comprende lavoratori sportivi, subordinati e autonomi, che dal 2021 verranno iscritti al fondo pensione dei lavoratori sportivi e che verseranno i contributi Ivs, i contributi per l’assicurazione economica di malattia e di maternità, i contributi per l’assegno al nucleo familiare e per l’assicurazione sociale per l’impiego (Naspi). Sono 18 mila totali con una retribuzione annua pari a 18.300 euro nel 2021.

Il terzo comprende invece lavoratori sportivi dei settori dilettantistici titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o che svolgono prestazioni autonome o prestazioni autonome occasionali, non assicurati presso altre forme obbligatorie, che si iscriveranno alla gestione separata dal 2021, versando i contributi Ivs, i contributi per l’assicurazione economica di malattia e di maternità, i contributi per l’assegno al nucleo familiare e per l’indennità di disoccupazione (Dis-Coll). Sono cinque mila iscritti con una retribuzione annua di 18 mila euro nel 2021.

di: Maria Lucia PANUCCI

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