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Banche, in aumento prestiti a famiglie e imprese. A dicembre +5,5%

Tassi di interesse ai minimi storici. In calo le sofferenze

Crescono depositi e prestiti, calano tassi di interesse e sofferenze bancarie. E’ questo il quadro complessivo che emerge dall’ultimo rapporto dell’Associazione bancaria italiana.

Accelerano ancora i prestiti bancari a famiglie e imprese, per effetto delle moratorie legate al Coronavirus, di un maggiore utilizzo della linee di credito e delle garanzie statali sui finanziamenti. In particolare a dicembre i prestiti ai nuclei familiari e alle aziende sono aumentati del 5,5% rispetto a un anno prima, dopo il +5,3% di novembre.

In accelerazione anche il totale dei finanziamenti all’economia, con un +3,9% a dicembre dopo il +3,6% segnato a novembre. In particolare a novembre per i prestiti alle imprese c’è stata una crescita dell’8,1% su base annua, mentre per i finanziamenti alle famiglie c’è stato un aumento del 2,2%.

Ad aumentare in Italia, a dicembre 2020, è anche la dinamica della raccolta complessiva che risulta in crescita del +7,8% su base annua. I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati di oltre 162 miliardi di euro rispetto a un anno prima mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di oltre 20 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -8,6%).

Calano invece ancora i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento che scendono ai minimi storici. Nel dettaglio il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,28%, quello sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sui livelli dei minimi storici all’1,27% mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso all’1,30%.

Sul fronte della qualità del credito le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a novembre 2020 sono 23,6 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 29,3 miliardi di novembre 2019 e ai 38,2 miliardi di novembre 2018. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 65 miliardi (pari a -73,5%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto all’1,35% a novembre 2020 (era 1,69% a novembre 2019, 2,22% a novembre 2018 e 4,89% a novembre 2015).

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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