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Recovery Plan, arriva all’Ue anche il piano (non definitivo) dell’Italia

E’ il 12° Paese a presentarlo ma i piani definitivi non potranno essere consegnati prima dellʼentrata in vigore del regolamento del Recovery fund, prevista per metà febbraio

L’Italia ha finalmente consegnato la bozza del Recovery Plan alla Commissione Ue, diventando così il dodicesimo Paese, dopo Portogallo, Grecia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Germania, Croazia, Repubblica Ceca, Francia e Slovacchia, ad aver inviato a Bruxelles la versione (non definitiva) del Piano nazionale per ottenere i fondi europei necessari alla ripresa post-Covid.

Per il momento si tratta ancora di una interlocuzione informale tra Governi e Commissione perché il PNRR completi non possono arrivare prima dell’entrata in vigore del regolamento del Recovery fund, prevista per metà febbraio. Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in occasione della riunione dell’Ecofin aveva infatti detto di aspettarsi nella seconda settimana di febbraio l’ok del Parlamento europeo all’accordo sulla Recovery and Resilience Facility (RRF), lo strumento del Next Generation Eu che assegna sussidi e prestiti agli Stati. «L’accordo politico che abbiamo raggiunto sul regolamento della RRF non è stato facile da concludere, c’è voluta una maratona di nove riunioni di trilogo e cinque settimane di trattative per far convergere le diverse posizioni ma siamo riusciti a trovare un buon compromesso – aveva detto. – La ratifica dell’aumento delle risorse proprie non è pre-condizione necessaria per la presentazione dei piani, ma per il solo reperimento delle risorse nei mercati».

E per essere approvati definitivamente i piani dovranno rispondere in modo efficace alle “Raccomandazioni specifiche per Paese”, che la Commissione presenta rispetto a ciascuno Stato membro. Quindi bisogna fare molta attenzione. A questo proposito il Fondo Rrf (“Dispositivo per la ripresa e la resilienza”) finanzierà progetti di investimenti e di riforme articolati su sei pilastri: transizione verde, trasformazione digitale, crescita e occupazione intelligenti, sostenibili e inclusive, coesione sociale e territoriale, salute e resilienza, politiche per la prossima generazione, infanzia e giovani, istruzione e competenze.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ASKANEWS

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