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Crisi di Governo, oggi Conte si dimette ma si punta al ter

Prima il Cdm, poi al Colle da Mattarella. Previsto l’avvio delle consultazioni con i gruppi parlamentari domani pomeriggio. Pd, M5S e Leu ribadiscono il proprio sostegno al presidente del Consiglio

Questa è una giornata davvero cruciale per il premier. Cala ufficialmente il sipario sul Conte 2: il presidente ha provato a resistere ma alla fine ha dovuto cedere e proprio questa mattina al Consiglio dei ministri comunicherà la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le dimissioni. A seguire poi il premier si recherà dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Tutto questo avviene dopo che solo una settimana fa il Governo, nonostante l’addio di Italia viva, aveva incassato la fiducia in Parlamento. Ma anche se Conte è sopravvissuto a un successivo voto di fiducia in entrambe le Camere non è comunque riuscito ad assicurarsi la maggioranza assoluta al Senato, il che significa che farà fatica ad attuare qualsiasi programma politico a meno che non possa attingere a un nuovo sostegno. Ed è proprio questo che avrebbe spinto Conte a lasciare la poltrona. Ad aver accelerato la situazione è stato forse il fallimento dell’operazione allargamento della maggioranza, con l’Udc e Forza Italia che si sono chiamate fuori da ogni ipotesi di sostegno al Conte II.

Ma il presidente non ha intenzione di mollare e vuole comunque provare ad ottenere una nuova maggioranza. Il Pd, il M5s e Leu gli hanno garantito che gli faranno da scudo nella fase che si aprirà con le consultazioni al Quirinale. Queste ultime con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che non dovrebbero iniziare prima di mercoledì, si annunciano rapide ma vere, per verificare se ci siano i margini per un reincarico. Dunque sarà importante, certo, la tenuta di M5s, Pd e Leu sul nome di Conte. Ma poiché i loro numeri da soli non bastano, sarà anche cruciale capire se Italia Viva farà il nome del premier uscente. Per il momento però Matteo Renzi tace. E’ già in programma per stasera una riunione dei gruppi parlamentari. E nella maggioranza, nonostante le posizioni ufficiali di chiusura da parte di Pd e M5s, c’è chi sarebbe pronto a lavorare per una ricomposizione.

Il centrodestra, con la Meloni e Salvini in prima fila, attacca a testa bassa. I leader di Lega, FdI e il vicepresidente di Forza Italia si vedranno oggi in un vertice allargato anche ai centristi dell’Udc. Ad assumere l’iniziativa è stato Matteo Salvini e l’imperativo resta lo stesso di questi ultimi giorni: un centrodestra unito e compatto. Eppure Silvio Berlusconi, nel chiudere la porta a qualsiasi ipotesi di sostegno a Conte, ha indicato, oltre al ritorno al voto, anche un’altra possibile soluzione: un Governo di unità nazionale. «La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani», spiega il Cavaliere che giudica questo sbocco come “ineluttabile“, in quanto “qualunque altra soluzione significa prolungare una paralisi che il Paese non si può permettere“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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