
La domanda di benzina è caduta del 21,2%, un crollo addirittura del 63,5% per il cherosene degli aerei
Le quarantene imposte per arginare la pandemia hanno tagliato bruscamente i consumi di petrolio. La domanda di prodotti petroliferi in Italia, 49,9 milioni di tonnellate, è crollata del 17,1% nel 2020 rispetto al 2019, con una diminuzione da primato superiore a 10,2 milioni di tonnellate. A rivelarlo è l’Unem, unione delle compagnie petrolifere, sui dati del ministero dello Sviluppo economico, secondo cui una caduta così ripida e repentina non accadeva dagli anni drammatici della seconda guerra mondiale. E la benzina, con il -21,2% ha risentito ancora più seriamente del gasolio, usato anche dai veicoli per il trasporto delle merci.
Sempre nel 2020 il blocco dei voli per molti mesi ha fatto crollare la domanda di cherosene per aerei del -63,5% (in tutto 1,78 milioni di tonnellate) ma al contrario sono cresciuti i voli militari (+44,6%). E sono ripartite le asfaltature delle strade, approfittando del traffico più leggero: +3,6% il fabbisogno di bitumi.
Per il mese di gennaio 2021 la stima dell’Unem è di un ulteriore calo del 15% di domanda del petrolio rispetto al gennaio 2020, tenuto conto che oltre l’81% dei volumi dei carburanti erogati sul territorio nazionale nel 2019 cadono nuovamente nelle zone rosse e arancioni.
Quanto alle attese per tutto il 2021, secondo l’Unem molto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dalle misure adottate per il suo contenimento e per attenuarne l’impatto sull’economia. Un altro elemento chiave sarà l’esito delle vaccinazioni su scala internazionale, in grado di incidere sul recupero dei flussi turistici, atteso nella seconda parte dell’anno, che consentirebbe non solo il rilancio delle attività connesse (viaggi, alloggio e ristorazione), ma anche la graduale ripresa del traffico aereo.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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