
Alcune parti oscurate sono leggibili per errore: emerge la consegna senza profitto solo fino al primo luglio
Dopo diversi giorni di tensione, la scorsa settimana AstraZeneca ha accettato la richiesta dell’Unione Europea e ha pubblicato il contratto stipulato lo scorso 27 agosto (ne abbiamo parlato qui). Sebbene la presidente della Commissione abbia dichiarato che il contratto è “chiarissimo”, fin da subito si sono scatenate le polemiche perché molte parti di quelle pagine erano state oscurate, rendendo pertanto invisibili alcuni passaggi potenzialmente fondamentali.
Un mistero, però, che è stato svelato parzialmente poche ore fa, quando Der Spiegel ha scoperto che utilizzando la funzione Segnalibri di Adobe era possibile leggere parte delle frasi nascoste, soprattutto quelle riguardanti il costo delle forniture e l’estensione temporale delle consegne del vaccino.
Nello specifico è emerso che l’accordo vale 870 milioni: 336 sono definiti “initial funding” e per due terzi sono stati pagati dalla Commissione Europea cinque giorni dopo l’entrata in vigore del contratto, mentre il restante terzo è a carico degli Stati membri. «Se i costi superano gli 870 milioni di euro previsti, l’azienda deve informare la Commissione», specifica il documento.
Ma il vero nodo a preoccupare è quella clausola che limita l’estensione temporale dell’impegno di AstraZeneca a consegnare le dosi a prezzo di costo: un impegno valido per le prime 300 milioni, ma per quanto riguarda le 100 milioni di dosi opzionali è specificato che saranno vendute senza profitto fino al primo luglio «a meno che [l’azienda] non stabilisca in buona fede che la pandemia non è cessata». Cosa comporta questo in termini di costo? Che dal due luglio il prezzo, 2,5 euro a dose attualmente, possa lievitare arrivando al prezzo di mercato.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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