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Limea-Fisma, la qualità sostenibile della produzione in acciaio

In studio il dottor Anselmo Pagani, sales manager e Lucia Pagani, team manager

Limea-Fisma, azienda operante nel settore metalmeccanico, ha una storia molto antica che si incrocia con quella dei suoi fondatori, la famiglia Pagani. Nel 1947 nasce come piccola azienda di minuterie metalliche, tra cui figuravano anche i primi imballaggi metallici per prodotti vernicianti. Il successo di questo tipo di progetto fu immediato: l’Italia era in un momento di boom economico, e nel 1957 Limea divenne una società per azioni. L’internazionalizzazione dell’azienda iniziò negli anni ’70 con l’approdo sul mercato arabo, grazie a un’invenzione rivoluzionaria per quegli anni: i secchi conici. Si tratta di imballaggi a forma di cono che si possono infilare gli uni negli altri: un’innovazione che garantisce un risparmio in termini di spazio e di trasporto.

Negli anni ’80, Limea incontra Fisma e dà inizio a un periodo denso di ampliamenti aziendali, dovuti a continui investimenti giustificati da una progressiva e rapida crescita: l’acquisizione di aziende concorrenti come Cavioni e Fustitalia ha portato nell’arco di un decennio Limea a produrre imballaggi di ogni tipo, da quelli con capacità superiore, fino a 60 litri, a quelli più piccoli che garantiscono una capacità da un quarto di litro fino a due litri e mezzo. Questo ha permesso all’azienda di offrire un servizio completo..

Oggi Limea-Fisma ha una clientela vastissima sita in circa 30 paesi, con mercati aperti in area europea, in Gran Bretagna, in Medio Oriente e in Africa, che permettono al team di sentirsi a casa dovunque si trovi ad operare.

Limea-Fisma è riuscita a spiccare sui competitor grazie al processo produttivo strettamente legato alla sostenibilità, che è il fil rouge del core business aziendale. In azienda c’è una fortissima attenzione all’utilizzo delle risorse: in questo senso è molto importante l’uso dell’acciaio come materia prima per la produzione, poiché si tratta di un materiale permanente che consente di risparmiare risorse energetiche, materie prime ed emissioni di C02. Gli imballaggi metallici non vengono consumati, la materia può essere riciclata all’infinito mantenendo inalterate le sue caratteristiche: basti pensare che con una tonnellata di acciaio si possono risparmiare due tonnellate di materiali ferrosi. Limea-Fisma è iscritta a Ricrea, associazione che recupera e ricicla materiali in acciaio e che promuove la raccolta di imballaggi ad uso domestico e industriale. Secondo uno studio, nel primo trimestre del 2020 sono state recuperate 40.600 tonnellate di acciaio, il 16% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Limea-Fisma ha ottenuto le certificazioni che attestano la qualità dei suoi sistemi, prima nel 2000 e poi nel 2007 dopo la fusione. Inoltre l’azienda ripone grande attenzione ai sistemi informatici e dispone di un sistema di business intelligence che è in grado di raccogliere i dati al fine di stabilire i margini aziendali e migliorare le performance, con l’obiettivo di diventare al più presto un’industria 4.0 in piena regola.

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